| Gatto che
giochi per via come se fosse il tuo letto, invidio la sorte che
è tua, che neppur sorte si chiama. Buon servo di leggi
fatali che reggono i sassi e le genti, hai istinti generali, senti solo
quel che senti;
sei felice perché sei come sei, il tuo nulla è
tutto tuo. lo mi vedo e non mi ho, mi conosco, e non sono io.
..raccontato dalla penna di Fernando Pessoa, dall'"armamentario" di Wim Wenders,.. Oggi raccontata un'altra volta dalla Polaroid di Maurizio Galimberti che sempre di più si allontana dalla fotografia per entrare nel campo dell'arte visiva.. Galimberti non ha voluto "parla rè", "raccontare", di icone e simboli, ma è entrato nel pieno della tipicità dei luoghi, passando per impressionista.. rifiutando l'idea di un canone espressivo per indicarne umori e sentimenti, privilegiando la sua soggettività che enfatizza la spontaneità e l'immediatezza dell visione e della reazione alla visione..una realtà transitoria... "DaDa".. trasformando banali strisce pedonali in un "movimentato Pessoa",.. surrealista, sognando, trasformando l'architettura.. passando anche attraverso i realismo candido, racconta paesaggi, luoghi, situazioni della "Sua" Lisbona, ricordando, non di rado, le più importanti correnti artistiche che hanno attraversato il xx secolo. Valentina Galimberti |
![]() |
My Lisboa è una città indefinita .... magica ..... misteriosa ..... da dedicare al
mio “amico” Pessoa.... . Ho girato ..... ho vagato come unrandagio errante che con la propria
“Polaroid” cerca il “cuore”..... il centro del cuore di Lisboa ..... magica ..... inquietante Lisboa .....
l’ombrello ed il volto di due donne mi inquietano ..... le loro
facce sono un “enigma” ..... un enigma ..... uno nessuno centomila ..... mi sento in una gente irrisolta .....
gente che mi gira intorno ..... mi sento “io” che giro intorno a loro ..... non li prendo ..... non riesco a prenderli .....
Ascolto il “fado” ..... il fado di Anabela ..... il fado di una signora vestita di nero ..... questa signora
ci fu anche il cibo ..... un cibo che mi blocca ho sonno ..... bevo un vino troppo forte .....
Esco dal “fado” la luce della notte è chiara ..... secca ..... un uomo compra
hot dog in un bistrò ..... “magico bistrò” vende cose americane ..... cose americane qui a Lisboa dove
l’America non entra neanche di striscio ..... Lisboa ..... Lisboa ..... i tuoi tram ..... le tue
mille rotaie ..... lo stridere delle ruote sulle rotaie ..... corro dietro al tram ..... al magico “28” .....
Magico “28” ..... attraversi la città nelle sue contraddizioni ..... nei sospesi della gente ...... gente bianca .....
gente nera ..... mi sento dentro il duro “film” del vivere quotidiano ..... del “magico” vivere quotidiano .....
Un uomo mangia un dolce ..... mi vede si immobilizza mi regala il suo “duro” “vero” sguardo .....
Un ragazzo di colore con il cappellino in testa attraversa la strada ..... con lui c’è un signore “grosso” con
la “panciona” ed una borsa in mano ..... manipolo la fotografia ..... mi sento come un impressionista che
dipinge la vita ..... dipinge il racconto della vita ..... in questa vita ci sono anch’io .....
telefono a mia madre ..... mi parla di Giorgio ..... Valentina ..... sono “emozionalmente” isolato a Lisboa .....
Arriva Oscar ..... arriva Laura ..... una signora ci offre un pupazzo che fa le pernacchie ..... un pupazzo
che tira fuori la lingua ..... sorridiamo ..... continuamo a camminare ..... continuamo a
cercare Lisboa ..... magica ..... dolce ..... scura Lisboa.
By Maurizio Galimberti
|