| Paris 1997
TGV TRENO... MILANO... LUCIANO.... PARIGI... MAGICA, FOTOGRAFIA... PARI'... PARIS... MI PERDO... a cura del Prof. Giuliana Scim� (Corriere della Sera)
Un viaggio a Parigi, una breve incursione di pochi giorni.
La macchina fotografica come taccuino di ricordi, sulla scorta dei viaggiatori del passato che, su un album da disegno, in rapidi schizzi fermavano i luoghi dell'incanto. Maurizio Galimberti si direbbe che sul suo "taccuino meccanico" fermi la cronaca puntuale di un esperienza: il treno superveloce che lo porter� a Parigi, l'arrivo e l'attesa del taxi, l'interno della camera d' albergo la veduta notturna dalla finestra ... Ma, trascorse le prime ore, l'iniziale impulso a registrare si dissolve e girando per la citt�, coglie gesti, persone, momenti che rapiscono la sua attenzione innocente e pura. Ne scaturisce un ritratto metropolitano preciso e nel contempo ambiguo. Malgrado l'intenzionalit� di riprendere Parigi nei tratti di comune identificazione sia svanita, la citt�, tuttavia, emerge nella peculiarit� della sua fisionomia. Al contrario dei viaggiatori di ogni tempo che riportano a casa sempre le medesime immagini canonizzate dalla ripetizione, Galimberti distrugge gli stereotipi e miracolosamente ne conserva le tracce. La fotografia di Galimberti non � descrittiva o narrativa e poco si dovrebbe adattare all'indagine testimoniale. Eppure in questo lavoro confluiscono i due poli fondamentali della rappresentazione fotografica: la (presunta) realt� e l'immaginazione. Il suo originale rapporto con l'oggettualit� riesce a trasmettere in un equilibrio personalissimo la configurazione dell'esteriorit� e la trasfigurazione che avviene gi� dentro di lui prima che avvenga lo scatto. Prepotente � il ruolo che giocano i cromatismi per una nuova interpretazione: in alcune immagini la composizione cromatica crea un' atmosfera di sogno o di fantasia e si � colti dallo stordimento dell'avventura mentale. Acidi e freddi i colori di altre immagini esasperano con crudelt� personaggi ed ambienti, presenze fastidiose da scacciare, che tuttavia obbligano ad una presa di coscienza su una realt� autentica e sovrapposta alla superficialit� dello sguardo. Altre volte i rossi ed i bruni ed i gialli solari si fondono e modulano le note della sensualit� che, morbida, si insinua nel regno delle sensazioni.
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