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OLIVARI - Angelo Mangiarotti

Mangiarotti riesce a riunire l'intuizione progettuale di stampo funzionale e una libera risoluzione formale.






Chi è
Angelo Mangiarotti


maniglia Como
Maniglia Como, esposta all'VIII Triennale di Milano (1947 prod. Olivari)

Dal libro"L'architettura presa per mano", a cura di Stefano Casciani, Idea Books, Milano, 1992

Nel design come nell'architettura Mangiarotti sfugge a qualsiasi tentazione "Stilistica": da una personalissima interpretazione dell'ideologia modernista - fedeltà "libera" al principio funzionale - egli ricava oggetti che pur nelle diverse scale (urbane, domestica, microdomestica) sono altrettanti unicum.

Così i suoi progetti (architetture, mobili, posate, vasi) sono di volta in volta "geometrici", "tecnologici", "organici" secondo le mille, mutevoli condizioni che vincolano tutti i progetti di qualità.


  Poltrona in
  vetroresina Chicago
  (1983 prod. Skipper)

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Albini - Helg
Sergio Asti
B.B.P.R.

Rodolfo Bonetto
Andrea Branzi
Luigi Caccia Dominioni
Joe Colombo
Ignazio Gardella
Giorgetto Giugiaro
Massimo Iosa Ghini
Vico Magistretti
Angelo Mangiarotti
Mazza - Gramigna
Alessandro Mendini
Mercatali - Pedrizzetti
Monti G.P.A.
Marcello Nizzoli

Gio Ponti
Ferdinand A. Porsche
Paolo Portoghesi
Richard Sapper
Giotto Stoppino
Van Onck - Takeda
Oscar Tusquets


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La sua prima maniglia prodotta da Olivari (Como, 1947) è caratteristica però di un filone preponderante nel suo lavoro, specialmente in riferimento ai prodotti per la serie: quello legato a un'interpretazione strettamente antropomorfa o "naturalistica" del progetto.

Con la Como Mangiarotti mette infatti a punto una forma molto ergonomica, in cui tutte le curve e le misure sono commisurate alla mano che apre la porta: i riferimenti sono Gaudi, ma anche Guimard, che ricava una maniglia in ceramica dal calco interno della mano chiusa.

Nella produzione Olivari questa maniglia inizia il filone "organico" su cui si eserciteranno anche Nizzoli, BBPR e Albini. A distanza di più di quarant'anni, su sollecitazione dei fratelli Olivari, Mangiarotti ripensa integralmente l'idea della maniglia: constatata la frequenza con cui ci si avvicina alle porte in una posizione diagonale, propone una soluzione adeguata: la maniglia si presenta in pianta in posizione angolare, la presa è facilitata da una leggera impronta.

Come sempre Mangiarotti riesce a riunire l'intuizione progettuale di stampo funzionale e una libera risoluzione formale.
(c) 1998 - 2000 OLIVARI