AL VIA IL
PROGETTO MAV
MUSEO NAZIONALE DELL'AUDIOVISIVO
AL PALAZZO DELLA CIVILTA' ITALIANA DI ROMA

La scena sembra tratta da De Chirico: vagamente metafisica; un palazzo in marmo bianco di Carrara (e altri pregiati), del tutto vuoto, ma rimbombante di antichi suoni: gi� Gi� Ponti lo definiva �astrazione e non costruzione, come un fantasma architettonico�; e la sua assoluta carenza di vocazione ha poi completato il quadro.
Da luogo metafisico, vuoto, estraneo al quartiere e alla citt�, a luogo vivo, frequentato, in grado di ampliare significativamente l'offerta culturale e turistica di Roma in direzione della modernit�. Protagonista di questa metamorfosi sar� il Palazzo della Civilt� Italiana, all'Eur, che diventer� la sede del Museo Nazionale dell'Audiovisivo. Dopo quello del Cinema a Torino, Mole Antonelliana e il Centro per l�arte contemporanea a Roma, ex caserme di via Guido Reni, il nostro paese avr� anche un museo dedicato all�audiovisivo: alla moderna civilt� del comunicare, del connettersi, della multimedialit�. Pronto tra tre anni, all�Eur. Presentando l�iniziativa, il ministro dei Beni e attivit� culturali, Giovanna Melandri, e il presidente di Eur SpA, Raffaele Ranucci, attuano una doppia operazione: sottoscrivono l�atto di nascita di una struttura "cugina" della recente Casa della Musica di Vienna, o della Villette di Parigi , che in Italia ancora mancava; e siglano anche il certificato di resurrezione di un edificio, che � certo un simbolo non solo del quartiere, ma che tuttavia � sempre rimasto monco e incompleto: privo di una funzione e di uno scopo; quasi vuoto ed abbondantemente inutile. Tale, infatti, � il "Colosseo quadrato", o Palazzo della Civilt� italiana. Il progetto culturale del MAV e il concorso internazionale di progettazione per la sua realizzazione sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa dall'on. Giovanna Melandri, Ministro per i Beni e le Attivit� Culturali e dal dr. Raffaele Ranucci, Presidente di Eur Spa. Sono intervenuti all'incontro il maestro Luciano Berio, presidente della giuria del concorso; Rossana Rummo capo dipartimento dello spettacolo del Ministero per i Beni e le Attivit� Culturali; Maria Carla Cavagnis Sotgiu, direttrice della Discoteca di Stato; Ruggero Martines, Soprintendente per i Beni Ambientali e Architettonici di Roma; Enrico Menduni, docente di scienze della comunicazione all'Universit� di Siena e curatore della "tre giorni" di presentazione del MAV.
Alla
presentazione� seguito lo spettacolo Metamorfosi di Roberto Paci Dal� - Giardini
Pensili, con Anna Bonaiuto: uno spettacolo multimediale di suoni, immagini,
movimenti che anticipa in qualche modo il futuro MAV
Sabato 17 e domenica 18 febbraio il Palazzo della Civilt� Italiana � stato aperto ai visitatori che hanno potuto "esplorare" le sue sale interne, i porticati ed la terrazzo di coronamento, che offre un panorama inedito a 360� sulla citt�.
Il percorso di visita � stato accompagnato da installazioni sonore, a cura della Rai - Direzione teche e Divisione Radiofonia, (voci di Mina, Beatles, personaggi della storia, della cultura, dello spettacolo, frammenti di opere verdiane) ma anche frammenti della storia: l�entrata in guerra e il colonnello Stevens da Radio Londra; Gronchi, De Gasperi e Moro; Gagarin nello spazio, e l�arrivo sulla Luna; le voci di Agnelli, Croce, Primo Levi, Marinetti.. Nelle notti di venerd� e sabato anche uno straordinario gioco di luci e un raggio laser, sorta di Cometa ipertecnologica, hanno acceso il Palazzo.
"Il Palazzo della Civilt� Italiana - ha commentato il Ministro Melandri - � il primo segno architettonico che incontra chi, atterrato a Fiumicino, si dirige a Roma. E' il primo monumento con il quale la capitale lo accoglie. Eppure, fino ad oggi, non � stato mai utilizzato appieno. Noi lo riempiremo di suoni, di voci, di persone. Insomma: lo animeremo. Con il Museo Nazionale dell'Audiovisivo mettiamo un altro importante tassello, dopo il Centro per le Arti Contemporanee, per la promozione della creativit� del nostro tempo".
"Per sessant'anni - ha aggiunto il presidente Ranucci - questo edificio ha attratto e fatto sognare intere generazioni per il fascino che ha saputo sprigionare con la sua moderna imponenza. La sfida che abbiamo, con il Ministero per i Beni e le Attivit� Culturali, � quella di consegnare alla Roma del terzo millennio un nuovo spazio museale che sappia raccogliere e rafforzare la sua vocazione di citt� d'arte".
Dal Palazzo della Civilt� Italiana al MAV
STORIA DI 1 PALAZZO DI ROMA
Luglio 1937: viene bandito il
concorso per la realizzazione di un edificio destinato ad ospitare, in occasione
dell'Esposizione Universale del 1942 (che non avr� luogo), prima la mostra e poi
il museo permanente della Civilt� Italiana �
Marzo 1938: gli architetti Giovanni Guerrini, Enzo Bruno La Padula, Mario Romano vincono il concorso. "L'arco a tutto sesto - scrive Piacentini, autorevole membro della giuria - � qui assunto come elemento tipico della Civilt� Italiana" �
Novembre 1940: Inaugurazione del Palazzo �
1947: dopo l'occupazione delle truppe tedesche, di quelle alleate e degli sfollati, il palazzo viene definitivamente evacuato �
1956: l'edificio viene concesso in uso alla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, che ne utilizzano per anni alcune parti come uffici. Segue un lungo periodo di abbandono e di estraneit� � Met� anni Ottanta: l'Eur riprende in consegna l'immobile. Si apre il dibattito sul suo riuso �
Luglio 1999: il Parlamento approva la legge 237/99 che istituisce, oltre al Centro per le Arti Contemporanee (nelle ex caserme Montello di via Guido Reni) e al Museo Nazionale della Fotografia, il Museo Nazionale dell'Audiovisivo �
Novembre '99: l'allora Ente Eur, divenuto poi Eur Spa, e il Ministero per i Beni e le Attivit� Culturali siglano un protocollo d'intesa per l'utilizzo del Palazzo della Civilt� Italiana come sede del Museo Nazionale dell'Audiovisivo. �
16 Febbraio 2001: viene presentato il progetto MAV
I numeri del Palazzo
15mila mq di
superficie;
66 m. di altezza;
6 piani + stilobate (oggi
adibito a garage, futuro auditorium, museum shop, biglietteria) + ultimo piano
racchiuso da ampio frontone di coronamento (con la famosa scritta Un popolo di
poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di
trasmigratori);
54 archi su ogni facciata;
870 mq la
superficie coperta su ciascun piano, cui si aggiungono le terrazze porticate
praticabili.
E� alto sei piani, oltre 60 metri (dal roof � sicuramente, un futuro ristorante � grande vista su Roma; e anche sul parking della Confindustria, lastricato da Capogrossi con i suoi tipici segni); basato su ben 216 archi a tutto tondo, 54 per ogni facciata, definiti un �tipico elemento della civilt� italiana� da Marcello Piacentini, il coordinatore dell�Esposizione Universale che non si tenne nel �42, e da cui nacque il quartiere. �Nel �43, edificio quasi concluso: tanto da ospitare tedeschi, alleati e sfollati; � terminato dieci anni dopo, alla ripresa dei lavori�, spiega Ranucci. A pianterreno, vi sono anche collocate 28 modeste statue, i cui temi (il Genio del Teatro, l�Eroismo, il Primato della navigazione e via elencando) furono scelti personalmente da Cipriano Efisio Oppo (a un certo punto, sembrava dovessero diventare perfino 80); non � mai nato, invece, l�antistante laghetto, in cui il tutto si sarebbe dovuto specchiare. E, soprattutto, non se ne fece quasi mai nulla. Una mostra nel 1953 (quella dell�Agricoltura), e poco altro: la sede dei Cavalieri del Lavoro al primo piano (sale alte otto metri: l�arredamento Anni 50, ma anche con una bella statua di Vittorio Valletta opera di Pericle Fazzini, � oggi dei pi� singolari), vari uffici (Ordine degli Ingegneri, Societ� per lo Sviluppo internazionale etc.) a quelli superiori, che ora sembrano "coventrizzati": �Gli ultimi se ne sono andati nel �94; i Cavalieri del Lavoro lo faranno presto�, spiega Ranucci. Sul tetto, un antico e dismesso impianto trasmettitore dell�Aeronautica, che aveva suoi uffici qui. Ma quando ormai ha compiuto mezzo secolo, il palazzo potr� finalmente risorgere; o nascere davvero. Prima un restauro; poi, un concorso internazionale; infine, il nuovo museo. Lo ha ideato Enrico Menduni, ex consigliere Rai e docente a Siena: �Un parco a tema antistante, come un distretto della modernit�; e attorno, perfino un bosco delle tecnologie: a far capolino, con alberi metallici, tra i lecci del bosco; un centro per la documentazione sonora, multimediale, on e off line, bibliografica, iconologica; una biblio-videoteca; cultura permanente ed esposizioni in quantit�, fino a farne una meta obbligata per i romani e per chi visiti la citt��, racconta. Con grossi problemi: anche perch�, se la Francia dal 1925 impone il deposito obbligatorio di film, foto e registrazioni sonore, da noi questo � ancora limitato solo ai libri e ai materiali a stampa. Ma la Discoteca di Stato, per esempio, possiede oltre 200 mila registrazioni; e poi, a soccorrere, potrebbe forse provvedere anche la Rai.
Ma che cosa sar� il MAV? Sar� una sede sicura cui far riferimento per la documentazione audiovisiva, sonora, bibliografica, multimediale off e on line, sul posto e remota, a partire dal patrimonio della Discoteca di Stato con i suoi 250mila supporti audiovisivi.
Sar� una grande biblio-videoteca e un centro di iniziativa culturale permanente, che ospiti continuamente esposizioni temporanee, proiezioni, concerti ed eventi.
Sar� un laboratorio di avanguardia che collegher� Roma alle esperienze della sperimentazione sonora, della videoarte e della musica elettronica contemporanea.
Un luogo simbolico di grande visibilit� destinato ad offrire una nuova e moderna forma di socializzazione alla cultura, una macchina di suoni e luci, meta fissa per chi visita Roma, ed un luogo di incontro tra didattica e divertimento.
Il cronoprogramma e i finanziamenti
Il Progetto
MAV viaggia su due binari paralleli.
Da una parte, il restauro
architettonico di un edificio che il tempo e l'abbandono hanno contribuito a
degradare, restauro che sar� curato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e
Architettonici di Roma.
Dall'altra, l'allestimento del Museo, che
sar� oggetto di un concorso internazionale di progettazione.
Il finanziamento complessivo ammonta a 40 miliardi: 20 per il restauro (fondi della nuova programmazione del Lotto, art.143 della legge 388/2000 e legge 237/99), 10 per l'allestimento del museo (previsti dalla stessa legge 237/99), 10 per l'adeguamento tecnologico (provenienti dalle risorse della vendita delle licenze UMTS)
15 marzo 2001 Pubblicazione del bando in Gazzetta
26 aprile 2001 Termine per presentazione curricula
5 giugno 2001 Consegna
progetto definitivo
Termine della selezione curricula e invito ai finalisti
per la presentazione dei progetti preliminari
5 ottobre 2001 Aggiudicazione dei lavori di restauro
5 novembre 2001 Termine per consegna progetti preliminari
1 dicembre 2001 Consegna cantiere
10 febbraio 2002 Proclamazione vincitore
Ufficio stampa Ministero per i Beni e le Attivit� Culturali: 06 - 6723261-2 Ufficio stampa Eur Spa: 06 - 54252220 Museo Nazionale dell'Audiovisivo
LA GIURIA
La giuria del Concorso internazionale di progettazione per l'adeguamento
funzionale e tecnologico del Palazzo della Civilt� Italiana a Roma da destinare
a Museo nazionale dell'Audiovisivo (MAV) sar� cos� composta:
Prof Luciano Berio
(Presidente)
Arch. Massimiliano Fuksas Arch. Mario Botta Arch. Piero Sartogo
(in rappresentanza del Consiglio Nazionale Architetti) Arch. Filippo La Padula
Prof. Sergio Poretti Prof. Enrico Menduni Prof. Enzo Siciliano Dott. Raffaele
Ranucci, Presidente Fur Spa Prof. Francesco Sicilia, Direttore Generale Ufficio
Centrale per i Beni librari, Ministero per i Beni e le Attivit� Culturali
Dott.ssa Rossana Rummo, Direttore Generale Dipartimento dello Spettacolo,
Ministero per i Beni e le Attivit� Culturali Areh. Ruggero Martines,
Soprintendente Beni Ambientali e Architettonici di Roma Arch. Sandra Vittorini,
Gabinetto del Ministro
Dunque dopo un passato cos� incerto e oscuro, �al primo edificio che di Roma vede chi arrivi da Fiumicino� (dice l�architetto Ruggero Martines, soprintendente ai beni ambientali) viene forse garantito un futuro, pi� importante e perfino nobile: quasi un recupero delle sue originali, ma mai svolte, funzioni espositive.
�Per ora, gi� stanziati 40 miliardi: dieci dalla gara per l�Umts; 20 serviranno per i restauri, 10 per allestire. Il bando, tra un mese; gli inviti a giugno; l�aggiudicazione del concorso, il 10 febbraio 2002�,
dice Giovanna Melandri. A presiedere la giuria ha voluto il sovrintendente di Santa Cecilia Luciano Berio; con lui dunque , tra gli altri, Menduni e Enzo Siciliano, gli architetti Mario Botta, Massimiliano Fuksas, Piero Sartogo e Filippo La Padula, il figlio di Ernesto, che, con Giovanni Guerrini e Mario Romano, "firm�" l�edificio.
Dopo loro, di 53 progetti si classificarono dei grossi nomi: nell�ordine, Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers (autori invece dell�edificio postale), poi Ridolfi, quindi Luccichenti, seguiti da Nordio. Ma nessuno poteva certo immaginare che il palazzo visto da tutti i romani, per� conosciuto dai pochissimi che ne hanno varcato la soglia, avrebbe avuto un tanto ingeneroso destino. Forse, paga anche lo scotto di essere dirimpettaio del pi� notevole Palazzo dei Congressi firmato da Adalberto Libera. Fellini lo scelse come quinta per la Anitona Ekberg di "Bevete pi� latte" (Boccaccio �70), e lo ritroviamo come sfondo anche in un film di Antonioni; vi furono ambientate alcune mostre; sulle scale, ospitati dei concerti (anche Bob Dylan); ma tanto scarso fu l�interesse, che perfino un dipinto in cui La Padula eterna il "suo" palazzo � finito al Moma di New York. Scheletro di cemento armato, rivestimento che lo fa sembrare pietra, travertino e marmi preziosi, volte a mattoni; mille metri per piano; balconi tutto attorno; �spazi che, all�interno, permettono massima libert� progettuale�, spiega Martines, che toglier� tanti orribili tramezzi e terribili anodizzati; �diverr� un incubatore della pi� moderna cultura, e non soltanto un museo�, giura Melandri; �un modello di modernit� anche per la gestione: un�istituzione del tutto innovatrice� auspica Ranucci; poi, parla della riqualificazione del quartiere (�cablato e moderno; i Palazzi dei Congressi e dello Sport presto ristrutturati; ancora da decidere come trasformare in impianto polisportivo il Velodromo�), e aggiunge: �Invece di ristrutturarlo per farne uffici, l�Eur SpA ha preferito trasformare l�edificio in un centro di cultura�; �segno dei tempi, oggi molto cambiati�, conclude Melandri, forse con un po� di filosofia e con qualche soddisfazione. Il Palazzo della Civilt� Italiana, meglio conosciuto come Palazzo della Civilt� del Lavoro, fu costruito tra il 1938 e il 1940. Fin dall'epoca della sua progettazione, fu soprannominato il Colosseo quadrato, a causa dei nove fornici per piano, che presenta su tutti i lati. L'edificio � un parallelepipedo su base quadrata a sei piani e sorge su un podio con due gradinate. Sul podio sono collocati quattro gruppi scultorei in travertino (i Dioscuri), opera di P. Morbiducci e A. Felci, e sotto i fornici del pian terreno ventotto statue rappresentanti arti, virt� e mestieri.
Informazioni V.le della Civilt� del Lavoro Tel. +39 06 5926135 Progettisti G. Guerrini E.B. La Padula M. Romano Superficie coperta mq 8.400 Cubatura mc 205.000 Altezza m 68