|
Il Calendario Geolab 2002
Fin dai suoi esordi la fotografia pareva sottolineare il suo stretto rapporto
con il tempo.
Essa catturava una porzione di realtà data in un preciso momento storico e ne congelava limmagine per leternità.
Lo spostamento spazio-temporale dapprima e la progressiva sperimentazione compositiva alla ricerca di una intrinseca pittoricità poi, diventano gli elementi
di maggiore suggestione di uno strumento meccanico che si trasforma, in mezzo secolo, in uno straordinario linguaggio artistico.
Il nesso immagine-tempo trova così conferma nella scelta di creare un calendario, dove alla consueta sequenza di giorni che scorrono ineluttabili si sovrappone la sospensione di una fotografia fissata per sempre.
Ezio Ferreri per Geolab prepara il calendario 2002, secondo impegno dopo ledizione 2001, con una sequenza di dodici immagini di nudo variamente
combinato ad elementi della natura: pietre, piante, fossili, sughero, sabbia.
Il lavoro di Geolab, lanalisi dei materiali, il rapporto con lambiente trovano una rilettura nelleleganza formale di queste immagini che sorgono per doppie esposizioni in ripresa e cercano una superiore sintesi nellequilibrio raffinatissimo della luce che opera le metamorfosi, segna i confini, indaga
i rapporti tra le superfici della pelle e
le venature di una foglia o la rugosità
della pietra.
Il corpo diventa anima, il seno adombra un fossile di conchiglia, le dita delle mani incontrano e si fondono nelle increspature di una corteccia.
Neluso del bianco e nero Ferreri opta per una differente scelta cromatica, tutta fondata sul difficile equilibrio fra le zone dombra e di luce, costruite per esaltare la plasticità delle forme e quel particolare linearismo, che rende ogni immagine unica e per sempre.
Emilia Valenza
|