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New York, Natale in vetrina
- Poche città al mondo sanno catturare la magia dell’atmosfera natalizia come New York. La metropoli del business e della finanza, della vita frenetica e iperproduttiva che non si ferma mai, sotto Natale si trasforma, si addolcisce e riscopre il piacere dell’incanto.
Perché d’incanto si tratta, quando ci si ferma davanti alle vetrine dei negozi di Manhattan che in occasione delle feste si trasformano in vere e proprie opere d’arte animate.
- Il popolare quotidiano New York Post, molto attento a tendenze ed eventi cittadini, ha stilato una classifica delle cinque vetrine più sorprendenti di questo Natale 2006, quelle che cattureranno l’attenzione delle migliaia di compratori a caccia di regali in queste prossime settimane. La tendenza generale sembra essere quella di un recupero della tradizione, con vetrine che evocano scenari magici e fiabeschi, senza troppe provocazioni.
Al primo posto assoluto spicca quella dello storico grande magazzino Saks, al 611 di Fifth Avenue. Le sei grandi finestre sulla strada ospitano una riproduzione glitterata e art-deco di Manhattan, con tanto di miniature illuminate dell’Empire State, del Chrysler Building e del Rockfeller Center sulle quali “cadono” cinque enormi cristalli di neve animati le cui sembianze ricordano bambole e bambolotti 'vintage'. Tutta la scena è resa ancora più spettacolare dall’uso di migliaia di cristalli Swarovski, che riflettono le luci e illuminano i protagonisti. Durante l’evento di inaugurazione della stagione natalizia e del programma di beneficenza Thanks and Giving at Saks Fifth Avenue a favore dell’ospedale per bambini St.Jude, è stato messo in scena un incredibile spettacolo di LED-light hi-tech e, come ospite d’onore, è intervenuto lo stilista italiano Valentino.
- Al secondo posto della classifica del Post ci sono le vetrine di Lord & Taylor, altro department store sulla quinta strada. Sei finestre che riproducono nei dettagli scene di “vita natalizia” di altri tempi, ispirandosi a cartoline d’epoca, tra cui la tradizionale pattinata sul ghiaccio a Central Park. Nelle vetrine, anche centinaia di foto di famiglia in bianco e nero, per rendere la scena ancora più evocativa e accattivante. Ognuna delle vetrine affacciate sulla via dello shopping per eccellenza riproduce un vero e proprio piccolo mondo, con tanto di carillon giganti e statuine che si muovono a tempo di musica. C'è la nonna che racconta fiabe ai nipotini, ci sono gli innamorati che pattinano sul ghiaccio, c'è un ballo di capodanno con signore in abito lungo e non mancano neppure concertisti intenti a suonare violini. Vestiti? Pochi ed elegantissimi, ovviamente rossi.
- Al terzo posto, come unico “outsider” in questa carrellata molto tradizionale, troviamo la vetrina di Barneys, negozio di abbigliamento esclusivo sulla Madison Avenue che propone solo i designer più d’avanguardia, dedicata all’icona pop Andy Warhol. In vetrina, si può ammirare una dettagliata biografia per immagini del grande artista e, sulle strade circostanti il negozio, gli artisti della East Harem School hanno esposto ritratti di Warhol fruibili da tutti i passanti.
- Le dieci vetrine di Bloomingdale’s sulla Lexington Avenue, al quarto posto, sono invece di ispirazione multiculturale e omaggiano le tradizioni natalizie di tutto il mondo, compresa quella della Befana nostrana. Figure di cartapesta etniche e simboli multireligiosi tra cui un grande menorah di mosaici sono “insonorizzate” da melodie eseguite dal trombettista Chris Botti. Per meglio fare apprezzare a turisti e cittadini le creazioni dei designer, è stato creato addirittura un percorso che parte da Bloomingdale's, tra Lexington Avenue e la 59th Street, dove sono ricreate scene di rappresentazioni teatrali di grande successo, come il Fantasma dell'Opera, per arrivare fino da Macy’s, in Herald Square.
- Al quinto posto si piazza la vetrina di Macy’s sulla trentaquattresima strada, un tripudio di effetti sonori e personaggi magici, come un drago sputafuoco e un gigantesco leone ruggente. Così, dopo avere creato sulla facciata principale, quella che dà su Herald Square, un enorme albero di natale luminoso, ha reso la prima esibizione delle proprie vetrine un vero e proprio evento. Ecco dunque apparire Santaland, la terra di Babbo Natale, con renne, giocattoli e il nonno più famoso del mondo che guarda dalla vetrina.
C’è da scommettere che anche i più impegnati e frettolosi businessman di Manhattan, perderanno qualche minuto incantandosi davanti a queste fiabesche meraviglie.

Swarovski firma l’albero di Rockefeller Center
Ogni albero di Natale che si rispetti deve avere sulla cima una bella punta. E più l’abete è imponente, più sfavillante deve essere la decorazione finale, una sorta di tocco di classe, il colpo di genio. Se poi l’albero di Natale in questione è il più celebre del mondo, quello del Rockefeller Center di New York, non stupisce che la città abbia voluto fare le cose in grande, in senso letterale.
- A ornare la cima dell'albero più fotografato della storia del Natale, che rimarrà addobbato dal 29 novembre al 7 gennaio, sarà quest’anno una stella. Non certo una stella qualsiasi, bensì un gigantesco gioiello firmato da Swarovski, l’azienda famosa nei cinque continenti per i suoi splendidi cristalli.
- A deliziare la vista di tutti coloro che passeranno dalla celebre piazza, o magari si fermeranno a pattinare sulla pista del ghiaccio che si trova all'ombra dell’abete, sarà una stella da quasi 227 chilogrammi, con un diametro di poco meno di 3 metri, profonda 45 centimetri e formata da 25.000 cristalli, Swarovski ovviamente. Realizzata dalla combinazione sapiente di arte, scienza e tecnologia, la stella è stata ideata da una squadra di 15 persone, tra designer, ingegneri, soffiatori di vetro e tecnici delle luci, che ha lavorato per 12 settimane, per un totale di 2.500 ore.
- Quest’anno però l'albero di Natale avrà, se possibile, ancora qualcosa in più. Infatti, oltre alla stella più grande, sull’abete si trovano anche una quantità di piccole stelle di cristallo disegnate dai più celebri artisti di Hollywood e dai personaggi che popolano le rubriche dedicate al gossip. Da Tyra Banks a Jamie Lee Curtis, da Dakota Fanning a Paris Hilton e Brooke Shield, le star fanno a gara per raccogliere fondi per la Starlight Starbright Children's Foundation, organizzazione no profit che si occupa di offrire istruzione e divertimenti a bambini affetti da malattie croniche e incurabili. Le stelle sono state messe all’asta su eBay e i profitti sono andati all'associazione, come ha spiegato Paula Van Ness, amministratore delegato di Starlight Starbright.
- Swarovski ha inoltre trovato il modo di far durare la magia del Natale tutto l’anno, offrendo la possibilità di portarsi a casa, oltre al ricordo della bellissima stella di Rockefeller Center, anche un astro più piccolo, ma ugualmente delizioso. Nella collezione invernale della casa produttrice di cristalli c'è infatti la riproduzione della stella newyorkese: parte dei proventi delle vendite, circa 200.000 dollari, saranno devoluti da Swarovski a Starlight Starbright.

L’icona stilistica per le donne? Bob Dylan
Ha lasciato il segno nella storia della musica, ma pochi avrebbero pensato che sarebbe stato considerato un simbolo cui guardare per avere indicazioni su cosa mettere nel guardaroba. E forse nessuno avrebbe immaginato che a cercare suggerimenti stilistici sarebbero state le donne. Si tratta di Bob Dylan.
- Basta guardare le foto più recenti di modelle e vip vari e metterle a confronto con quelle del celebre cantante per notare strabilianti somiglianze: blazer attillati, magliette a strisce orizzontali bianche e nere, jeans a sigaretta, stivaletti ed eccentrici pantaloni attillati a righe verticali. “Sono praticamente sempre vestita con lo stesso look che aveva Dylan negli anni Sessanta e ritengo che possa influenzare tantissimo lo stile delle donne. Gli stivali da motociclista che portava sono gli stessi Fryee che le ragazze indossano oggi”, sostiene orgogliosa Ellen Carpenter, direttore stilistico della rivista Rolling Stones. E non è l'unica, nel suo ultimo film, “I’m not there” Cate Blanchett indossa abiti che ricordano quelli del cantante ed è circondata da personaggi che rappresentano diversi aspetti di Dylan.
- Il cantante, negli anni Sessanta, aveva parlato di come la Beat generation avesse influenzato il suo look, da Kerouac a Ginsbergm da Woody Guthrie e Ferlinghetti e addirittura aveva descritto in una canzone cosa indossasse durante una festa newyorkese sulla Fifth Avenue a pochi passi dal parco in Washington Square: maglietta aderente, sotto una giacca stretta, pantaloni kaki, stivali da motociclista e cappello. Indicazioni precise e perfette per tutte le signore, che non devono fare altro che prendere appunti, come ha fatto l’attrice Sienna Miller, avvistata con una camicetta marrone a pois bianchi, identica a quella di Dylan. “Credo che lui si vestisse cercando di dare l'impressione di non curarsi affatto di come apparisse. Ma evidentemente non era così, lui curava molto ogni dettaglio”, ha detto ancora Carpenter, seguita a ruota da Bella Freud, designer di Biba che sostiene di considerare Dylan una vera e propria musa stilistica. “Il suo look era sempre nuovo, veramente forte”.
- New York, ovviamente, si è attrezzata per cavalcare l’onda e sono molti i negozi dove potere acquistare i capi imperdibili, come gli occhiali Wayfarer di Rayban, che si possono comprare sul sito della società, il giubbotto di pelle, che si trova da H&M sulla Fifth Avenue, i jeans Derek Peg, che si trovano da Macy’s, e gli stivali scamosciati, in vendita da A.P.C in Mercer Street.

Trend, cappotto addio... Forse
Kate Moss, modella tanto chiacchierata quanto apprezzata, di sicuro sa il fatto suo in tema di abbigliamento. Persino nel suo stile apparentemente un po' trascurato, è riuscita a centrare il 'must' del prossimo inverno: giubbotti comodi e sportivi al posto dei classici cappotti freschi di sartoria.
- Ad avvalorare le scelte di Kate è stato Colleen Sherin, direttore marketing dell'area moda per Saks Fifth Avenue, il grande magazzino newyorkese votato al lusso. “Per questo autunno-inverno le donne devono essere più sportive, meno ingessate nei classici cappotti. I giubbotti, anche maxi, si adattano meglio ai volumi che si sono imposti per la stagione invernale”, ha detto Sherin. Sembra essere d'accordo anche Shereen Basma, addetta agli acquisti per le collezioni di design di Harvey Nichols. “Le donne devono essere meno precise e carine, meno 'brave ragazze' che nella passata stagione”, ha dichiarato Basma. Ben vengano quindi per esempio i parka, meglio ancora se lunghi con cappuccio bordato di pelo e magari con interni in pelliccia, come ha spiegato anche Grazia Malagoli, direttore moda per Sportmax. “Il parka è perfetto per la città, sportivo e chic allo stesso tempo. Si adatta bene alle più svariate interpretazioni contemporanee”, ha detto Malagoli. A declinare i giubbotti invernali ci ha pensato anche Prada, che ha presentato versioni con ampie tasche e bordate di pelliccia, elemento che serve a creare volume ma senza appesantire l’immagine, come si è visto anche nei modelli proposti da Burberry, Sonia Rykiel e Emanuel Ungaro, che gioca con i dettagli in pelliccia e li applica anche sull'esterno dei giubbotti.
- Diverse sembrano essere invece le indicazioni della moda per lui, con numerosi stilisti che preferiscono un uomo in stile più classico, magari reso un po' più aggressivo dalla scelta dei materiali, dalla pelle ai tessuti tecnici. “Il cappotto può essere indossato sui pantaloni sportivi, ma anche sui completi eleganti, per gli uomini è un capo intramontabile”, hanno sentenziato gli stilisti di Alexander McQueen e French Connection, ai quali ha fatto eco Julian Kilmartin, addetto agli acquisti per Marks and Spencer. “Siamo a un punto in cui emergono due stili contrapposti, da una parte i giubbotti sportivi, con i loro volumi e le forme fluide, dall’altra i cappotti, lineari e più formali”, ha detto Kilmartin.

Federated Dept. pronta a vendere divisione abiti sposa
- Federated Department Stores, colosso americano delle vendite al dettaglio, sarebbe in trattative per la vendita della divisione specializzata in abiti da sposa, la David’s Bridal. Ad acquistare la rinomata divisione potrebbe essere la società di private equity Leonard Green and Partners, mentre, separatamente, sarebbe già stato trovato un acquirente per la linea affiliata di smoking maschili nella Man’s Wearhouse.
- Il prezzo totale delle due vendite, gestite per quasi un anno da Credit Suisse, non è ancora stato definito, ma secondo fonti interne le aspettative di Federated Department Stores si aggirerebbero intorno al miliardo di dollari mentre la vendita separata delle due unità, quella smoking e quella vestiti da sposa, sarebbe la strategia individuata per ottenere questa cifra.
- Alcuni mesi fa, infatti, la Leonard Green e la Oak Hill Capital Partners erano rimaste le uniche due società in lizza per l’acquisto di tutta la David’s Bridal (inclusa la linea smoking, che conta 240 negozi, 454 punti di affitto smoking e 11 negozi Priscilla of Boston), dopo che altre tre società, la Thomas H.Lee Partners L.P., la Kohlberg Kravis Roberts & Co. e la Apollo Management avevano abbandonato la corsa.
- Secondo fonti interne, dunque, Federated Department Stores, non soddisfatti della cifra proposta dal mercato per l’intero dipartimento David’s Bridal, avrebbero deciso di separare le vendite. Le stesse fonti hanno dichiarato che l’offerta di Leonard Green and Partners per David’s Bridal sarebbe intorno ai 700 milioni di dollari, mentre quella di Man’s Wearhouse per la linea smoking sarebbe di oltre 150 milioni.

Due acquisti al volo
Fino a poco tempo fa l’idea di servirsi di un jet privato per andare a fare shopping nelle capitali della moda altro non era che una stranezza e un vezzo da rockstar o personaggi del jetset. Oggi, invece, questo tipo di voli e il business che ne deriva iniziano a strizzare l'occhio ad un pubblico più ampio.
- Seppur ancora riservati ad una cerchia ristretta di potenziali clienti, secondo il “Financial Time”, i cosiddetti 'shopping trips' sono la nuova frontiera del mercato dei jet privati, come dimostra la crescita del 40% del giro d’affari di due delle compagnie principali che offrono questo servizio, le inglesi Skyjet e la Bookajet.
- Tra le mete più gettonate ci sono al momento Parigi e Milano, seguite da Firenze e New York, soprattutto durante il periodo natalizio e dei saldi delle festività.
- “Il nostro mercato è al momento occupato al 60% dai viaggi di lavoro e al 40% da quelli di piacere e questo secondo settore è in grande crescita” dice Chris Rooney, direttore marketing e vendite per Bookajet , che conta una flotta di 12 aerei inclusi Cessna, Gulstream e Raytheon.
- Piccoli gruppi di amici, abituati a regalarsi lussuosi weekend volando in prima classe e pagando alberghi a 5 stelle, iniziano adesso a rendersi conto che, per una cifra in più non particolarmente impegnativa, possono volare come e quando vogliono, evitando code ai check-in e ai controlli, sorprese dell'ultimo minuto come ritardi o scioperi, fare shopping fino all'ultimo minuto ed avere a disposizione servizi e comodità di bordo studiate su misura. Il tutto, senza lo stress e gli inconvenienti di trasporto di pacchi e pacchetti per i quali è previsto tutto lo spazio necessario. Uno spazio di gran lusso, visto che i materiali usati per l’arredamento e le rifiniture di questi “salotti alati” sono acciaio, legno smaltato e morbida pelle e che la cura degli interni viene affidata a designer eccellenti, interessati a questo nuovo segmento del lusso. Tra loro, Versace Design che, in partnership con TAG Group consociata di TAG Aviation, ha presentato una nuova linea di design d'interni di jet privati.
- Il cliente tipico di questi viaggi, secondo Judith Moreton, managing director di Skyjet è “americano o inglese, manager o dirigente, che ha scoperto l'uso di jet privati per viaggi di lavoro e ha voluto provarli anche per occasioni speciali, come portare la famiglia in uno 'shopping trip' per festeggiare, ad esempio, un compleanno. Anche il caos del trasporto aereo dopo gli attentati dell’11 settembre ha contribuito ad avvicinare più persone a questo servizio sicuro, affidabile e veloce”.
- E i prezzi? Certo non si tratta di voli low cost. In generale, le tariffe variano a seconda della disponibilità del cliente di lasciar usare il jet ad altri passeggeri durante la sua giornata o week end di shopping: se la compagnia può ottimizzare il volo, i prezzi scendono un po'. Per rendere l’idea, un weekend a Parigi con partenza da Londra il venerdì mattina e rientro la domenica sera, costa circa 1.500 euro a testa con Skyjet (che offre sia viaggi singoli che un abbonamento di 25 ore di volo l’anno per 116.000 euro) , mentre un weekend lungo a New York, con partenza da Londra su un Challenger Skyjet da 12 posti può costare fino a 10.000 euro a persona.

La rinascita dei grandi magazzini
- Dai piccoli uffici di Macy’s a Cincinnati fino a quelli più spaziosi di Saks Fifth Avenue a Manhattan, gli operatori del settore moda cominciano a parlare del grande ritorno dei grandi magazzini come di una realtà già in corso.
- Dopo circa quarant'anni di declino “i grandi magazzini stanno tornando ad essere una meta dello shopping”, dice Myron E. Ullmann, direttore generale di J.C.Penney, tanto che le loro performance hanno già superato quelle delle catene di abbigliamento monomarca come Gap, il cui arrivo sul mercato negli ultimi trent'anni ha costretto diversi grandi magazzini alla chiusura o alla vendita, come è successo per Marshall Field's di Chicago o B.Altman a New York.
- Secondo il “New York Times”, il trend, oggi, è totalmente opposto. Negli ultimi 12 mesi, infatti, la crescita dei grandi magazzini è stata del 4,1%, mentre quella delle catene di abbigliamento o accessori monomarca (come Gap, Victoria’s Secret o J. Crew) è stata del 1,3%. Secondo l'International Council of Shopping Centers si attende che questo stacco aumenti durante il periodo degli acquisti di fine anno.
- Nel frattempo, con la crescita dei profitti, diversi dirigenti si godono i risultati di strategie di rilancio ben pensate, messe in atto negli ultimi anni. Tra le azioni intraprese, la prima è stata quella di creare delle linee di moda di qualità esclusive del department store che fossero competitive sul mercato, come A.N.A. e East 5th di J.C.Penney (che in pochi anni si è trasformato da grande magazzino “cheap”, a meta degli stopper più esigenti) e selezionare accessori e vestiti di designers, nazionali e internazionali, introvabili altrove (se non nei negozi dei designer stessi). In questo modo, il department store recupera due vantaggi rispetto alle catene monomarca: il primo è una più ampia possibilità di scelta che, se fino a poco tempo fa veniva considerata un handicap del grande magazzino (molti consulenti hanno sostenuto che la grande quantità e varietà di merce “intimidisse” psicologicamente il cliente), è oggi invece una delle qualità più apprezzate. Il secondo vantaggio è il “continuo rinnovarsi della merce e delle marche”, dichiara Stephen I. Sadove, amministratore delegato di Saks le cui vendite sono aumentate negli ultimi tre mesi grazie alla distribuzioni di designers come Juicy Couture e Theory. “Il lusso di rinnovarsi di continuo”, continua Sadove, “non è permesso ai negozi monomarca che, essendo quasi sempre anche designer della loro collezione, espongono sugli scaffali le stesse cose per diverse settimane”.
- Oltre alla sostanza, anche il contenuto si è riorganizzato. Nel 2003, ad esempio, quando Terry J. Lundgren è diventato il direttore esecutivo di Department Store Inc. (di cui fanno parte Macy’s e Bloomingdale’s) è stato creato un programma chiamato “Reinvent” che prevedeva un nuovo design per i salottini prova e le toilette di Macy’s e un allargamento di tutti i corridoi dei due department store.
- Un ambiente più esclusivo, dunque, che possa attirare, oltre ai clienti, anche marche e designer importanti, come Martha Stewart, che ha accettato di produrre una linea di arredamento esclusiva per Macy’s, o la stilista Elie Talari, pronta a disegnare una collezione donna esclusiva per Macy’s.
- Una rinascita, quindi, che tuttavia non è ancora pienamente completata e che, nonostante i profitti migliorati, non soddisfa ancora investitori e analisti di Wall Street.
- Il pericolo, adesso, arriva direttamente da catene di “fast fashion” a basso costo come la svedese H&M e la spagnola Zara e dai “discount retailer” come Wal-Mart e Target che hanno avvicinato designers molto conosciuti per produrre linee di vestiti low price.

Si saldi chi può
Ormai è quasi tradizione in America. Dopo il tacchino, la torta di zucca del giorno del Ringraziamento (che cade il penultimo giovedì di novembre) anche la corsa allo shopping del venerdì successivo è un appuntamento fisso a cui gli americani non possono mancare. Si chiama “Black Friday”, un venerdì nero che di pauroso non ha nulla se non le code davanti ai negozi, ed è la giornata dei primi saldi di stagione, che introducono il periodo più attivo dell’anno, quello delle feste natalizie.
- Chiamato così perché permette ai negozianti di rimettere “in nero” (ossia, “in salute” gli incassi dell’anno trascorso, in opposizione al rosso, segnale di scarso guadagno) i conti del proprio business, il “black friday” significa code di decine di metri fin dalle sei della mattina davanti ai negozi e ai department store di tutta America, con una stima di 137 milioni di acquirenti, contro i 130 milioni dell’anno scorso, secondo l’US National Retail Federation.
- Quest’anno, per battere la concorrenza, alcuni negozianti hanno aperto addirittura a mezzanotte del giovedì e, in questa corsa all’ultimo sconto, non è mancato un piccolo scandalo di “spionaggio industriale”. Alcuni siti, infatti, come blackfriday.info o blackfridayads.net sono riusciti ad ottenere informazioni su luoghi, orari e prezzi dei saldi di alcuni negozi, ben prima che i negozi stessi lanciassero ufficialmente, tramite pubblicità o volantini, la loro offerta sul mercato, rovinando in certi casi la strategia di lancio dei negozi stessi.
- Più si avvicina il giorno del “black friday” infatti, più i quotidiani americani si gonfiano di decine di flyer promozionali che propongono le offerte più accattivanti e imperdibili.
- Polemiche a parte, in questo venerdì speciale, per i clienti si aprono le magiche porte di negozi di abbigliamento, accessori e tecnologia (tra gli oggetti più ricercati figurano televisori al plasma, iPod e Playstation) a prezzi mai così bassi durante l’anno, mentre per i negozianti il “black friday” è il primo giorno di quelle che saranno le quattro settimane più importanti dell’anno commerciale.
- Le vere “vittime sacrificali” di questo “tour de force” del consumo sembrano essere i commessi e i manager dei negozi che, in alcuni grandi magazzini come “Best Buy”, devono frequentare un corso preparatorio di customer service e controllo della folla prima di affrontare la prova saldi.
- Nonostante il volume di affari e la partecipazione popolare, tuttavia il “black friday” non è il giorno di acquisti più importante dell’anno: questo onore spetta solitamente al sabato prima di Natale.
- Secondo il quotidiano “The Globe and Mail Today”, la domanda da porsi adesso è quali saranno i risultati economici a fine stagione natalizia. Nonostante un momento di rallentamento dell’economia americana, provata anche da una depressione del mercato immobiliare, analisti e commercianti si aspettano buone permorfance e, secondo Doug Porter, economista della società di gestione del risparmio privato BMO Nesbitt Burns, “il sentimento e la voglia di fare acquisti è aiutata soprattutto dalla diminuzione del prezzo del gasolio”.
- Secondo una proiezione della National Retail Federation, questa stagione di saldi dovrebbe muovere un giro d’affari di 457 miliardi di dollari, contro i 453 miliardi di dollari del 2005, con una spesa media pro-capite di 791 dollari contro i 738 dell’anno scorso.
- E per chi non avesse alcun desiderio di mettersi in coda davanti a una vetrina e sgomitare con il vicino interessato allo stesso maglione azzurro, nessun problema. Basterà infatti aspettare fino al lunedì successivo al “black friday”, il cosiddetto “cyber monday”, termine coniato dalla stessa National Retail Federation, dopo che una ricerca nel 2004 ha evidenziato che il 77% delle vendite on-line registravano un picco durante il lunedì successivo al Thanksgiving Day.
- Il “cyber monday”, infatti, altro non è che l’equivalente del “black friday” on-line, ossia una giornata durante la quale la maggior parte dei siti di e-commerce lanciano offerte e affari impedibili per i cyber-clienti, aiutati dalla connessione veloce che possono usare in ufficio, rientrando dal week end festivo del Thanksgiving.
- Come per il “black friday”, anche per il “cyber monday” non si parla del giorno in assoluto più fruttuoso dell’anno, ma dell’inizio di un mese di grande traffico che, secondo la Forrester Research (compagnia indipendente del Massachusetts che si occupa di ricerche su nuovi media e tecnologia) raggiungerà il volume di affari di circa 27 miliardi di dollari, il 23% in più rispetto al 2005.

Fashion-digest
- Accordo commerciale Usa-Colombia
L’amministrazione Bush ha firmato un accordo di libero scambio con la Colombia. Si tratta di uno dei più importanti accordi di libero scambio firmati dagli Usa nell'emisfero occidentale dopo il Nafta (North american free trade agreement) del 1994, e il Cafta (Central american free trade agreement). L'accordo deve essere ora ratificato dal Congresso. Gli Stati Uniti sono in attesa di ratifica di altri accordi con il Perù e il Vietnam, mentre i funzionari del Dipartimento al Commercio sono impegnati in negoziati con altri Paesi, tra cui la Malaysia e la Corea del Sud.
- La moda resta a Briant Park
Tra stili che cambiano, trend che si evolvono e quell’eterno susseguirsi di idee che fa parte del gioco dello stile, un punto fermo nella moda resta. Gli appuntamenti del fashion business newyorkese continueranno ad avere il loro palcoscenico abituale, Briant Park. Dopo mesi di negoziazioni tra Img Fashion e Bryant Park Corp, c’è voluto l’intervento mediatore del sindaco Michael Bloomberg per metter tutti d’accordo e fare in modo che le sfilate di Fashion Week, che si tengono due volte l’anno nel parco alle spalle della Public Library, possano continuare a tenersi nella loro location storica. “L’industria della moda è una parte vitale della città e porta oltre 150.000 posti di lavoro. Bisogna impegnarsi per garantire continuità a quello che è parte della storia di New York”.
- Louis Vuitton, la vetrina che guarda
Per la prima volta da quando la prestigiosa maison francese ha aperto i battenti a New York, sulla Fifth Avenue, in vetrina non ci saranno abiti, neppure uno. Al loro posto, fino al 7 gennaio, Louis Vuitton ha voluto due enormi sculture progettate dall'artista Olafur Eliasson. Chi si trovasse a passare davanti alla boutique, all'incrocio con la 57th Street, si troverà letteralmente osservato da due giganteschi occhi di cristallo, come recita il titolo stesso della scultura “Eye see you” al quale fa eco la scritta che campeggia proprio sulla vetrina “the store has eyes”, il negozio ha gli occhi. L’idea è già stata sperimentata dalla casa di moda nelle boutique in giro per il mondo e, alla fine della stagione, una trentina di queste opere d'arte saranno messe in vendita.
- Johansson, l’attrice e l’abbigliamento sportivo
Non contenta di essere acclamata dai critici come astro nascente del cinema, Scarlett Johansson ha deciso anche di diventare parte attiva del fashion system. Dopo avere prestato il proprio volto alle campagne pubblicitarie di numerose aziende, come L’Oréal, Louis Vuitton e Calvin Klein, la nuova musa di Woody Allen, che l’ha voluta in Match Point e Scoop, ha siglato con Reebok un accordo pluriennale per creare la collezione di abbigliamento e calzature sportive Scarlett Hearts Rbk, che dovrebbe essere presentata la prossima primavera. Scarlett sarà anche impegnata nella promozione della linea.
- Dal grande schermo indicazioni di stile
James Bond, simbolo stesso dell’eleganza e del fascino maschile, è di nuovo sugli schermi cinematografici, con il film Casino Royale e si prepara a rinnovare un successo che dura da anni. Le signore però, oltre che agli occhi blu di Daniel Craig, ennesimo volto dell’agente segreto di Sua Maestà, saranno particolarmente attente a cogliere preziosi suggerimenti in fatto di moda da quelle che da sempre sono definite Bond Girls, le protagoniste femminili della pellicola. Gli abiti di Caterina Murino, che nel film impersona Solange, sono già diventati argomento di accese discussioni da parte delle patite della moda. Sexy, eleganti, raffinati e provocanti gli abiti di scena sono stati realizzati dai nomi migliori della moda, anche italiana, da Frida Giannini, stilista di Gucci, a Jenny Packham, da Roberto Cavalli a Giorgio Armani. Anche il signor Bond, interpretato dall’attore Daniel Craig, non è stato da meno. Il suo look impeccabile è firmato Brioni.
- Jeans e Internet, matrimonio perfetto
Prendere la passione universale per i jeans, mescolare con la voglia di avere capi su misura, unirla alla diffusione sempre maggiore di Internet: ecco la ricetta per un sito online di successo. Lo hanno capito benissimo Robert Halloway e Angelique Augereau, fondatori di Zafu.com, motore di ricerca specializzato in denim che, tramite un questionario dettagliato, aiuta gli utenti a trovare il paio di jeans che meglio si adatta al fisico e ai gusti di ciascuno. Per ora riservato alle signore, il sito dà poi la possibilità di acquistare online il capo prescelto. Ci sono voluti due anni per realizzarlo e per renderlo efficiente e attendibile, ma il risultato sembra soddisfare Halloway. “Il numero di contatti sta crescendo rapidamente, siamo arrivati a 100.000 utenti nell’ultimo mese”, ha dichiarato il fondatore di Zafu.com, che ha spiegato come le rendite arrivino da una commissione del 5-15% su ogni capo venduto dalle centinaia di siti collegati, ai quali gli utenti sono rimandati una volta trovato il paio di jeans più adatto.
- Little Tokyo
E’ appena approdato negli Stati Uniti, diventando subito un trend urbano per i giovani, il superstore giapponese UNIQLO (www.uniqlo.com), con la sua proposta di casual wear a prezzi ragionevoli, ma con design e materiali di alta qualità e tecnologia. Già un boom in Asia (dove il primo negozio ha aperto nel 1984) ed Europa, la catena, che sta riempiendo i giornali e le avenue newyorkesi con una grande campagna pubblicitaria, si avvale di collaborazioni con designer e artisti giapponesi, creando prodotti dalle linee semplici, ma sempre personalizzati. Quest’anno, ad esempio, la collezione di t-shirt “modern Japan” è stata disegnata con il supporto di creativi come il regista Akira Kurosawa, il fotografo Daido Moriyama e il punk artist Yayoi Kusama. Per fare shopping da UNIQLO, basta recarsi a SoHo, sulla Broadway, nello store che sarà anche una galleria d’arte.
- New York Shoe Expo
Dal 5 al 7 dicembre prossimi, New York ospita la più importante fiera della calzatura e pelletteria della East Coast americana, radunando più di 600 brand nelle location del Pier 94 e dell’hotel Hilton. La fiera, che si tiene due volte l’anno, prevede l’esposizione di calzature uomo, donna e bambino più borse e accessori collegati, oltre ad ospitare una serie di stand di pubblicazioni e associazioni di settore. Oltre 4500 buyers partecipano all’evento.
- Moda e showbusiness
Sempre più star del mondo dello spettacolo si stanno dedicando alla moda, lanciando le loro linee di vestiti. Ad esempio, la popstar Jennifer Lopez, già proprietaria delle linee “J.Lo” e “Sweetface” e Victoria Beckham, moglie del calciatore inglese David Beckham e designer della sua linea “Rock and Republic”, si sono incontrate durante il matrimonio di Tom Cruise e Katie Holmes ed hanno deciso di unire le forze. Sembra infatti che le due dive abbiano deciso di produrre insieme una nuova linea di vestiti da donna, secondo Asian News International.
Anche il rocker Tommy Lee, ex marito di Pamela Anderson, che ha già lanciato la sua linea di vestiti ispirata al mondo dei tatuaggi “PL for TL” in vendita presso Bloomingdale’s, ha annunciato di voler ora produrre una collezione di calzature donna e bambino.
- Helena Christensen veste Burano
E’ una delle modelle più carismatiche e famose del mondo, veterana delle passerelle e volto noto di Victoria’s Secret. Helena Christensen, 37 anni, è appena diventata la musa ispiratrice e testimonial di una nuova collezione di gioielli, la Gold Edition di Tchibo (www.tchibo.co.uk), azienda inglese di vestiario e accessori nuova al business dei gioielli. La linea, ispirata ad Helena in quanto “una delle ultime bellezze naturali dei nostri tempi”, ha detto un portavoce dell’azienda, propone gioielli in oro bianco e giallo con gemme e pietre in vetro di Murano appositamente selezionate per la collezione.
- Stile d’emergenza
Chiamandola “Apparel for life” (vestiti per la vita), la Croce Rossa americana ha appena lanciato una nuova linea di t-shirt uomo e donna molto trendy che già spopolano tra le star di Hollywood (l’attrice Julienne Moore è stata fotografata mentre ne indossava una). Gli 8 modelli, propongono elementi e valori storici della Croce Rossa reinterpretati da giovani designer, sono acquistabili on line sul sito www.redcrossstore.org per una ventina di dollari. I proventi delle vendite sostengono le attività dell’associazione.

Eventi Moda Dicembre 2006 - Gennaio 2007
- 27 novembre - 2 dicembre 2006
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Columbia, SC
marchi promossi: Canali, Pal Zileri, Zanella, Moreschi, Donald J. Pliner, Geox, Tino Cosma, Gimos, Marcello
- 23 gennaio 2007 ore 17:30
"MODA IN"
Bryant Park Grill 25 W. 40th St., New York, NY 10018
(between Fifth and Sixth Aves)
Presentazione delle tendenze moda, colori, materiali, tessuti e accessori - P/E 2008 di Angelo Uslenghi
(evento per RSVP al 212.848-0306)
- Partecipazione italiana I-Texstyle alla Preview New York
24 gennaio, 2007: 9am - 6pm
25 gennaio, 2007: 9am - 5pm
Altman Building & Metropolitan Pavilion, Halls A & B
125-135 West, 18th Street
(between 6th and 7th Avenues)
New York, NY 10011
Fiera del tessile ed accessori per abbigliamento P/E 2008
(registrazione è richiesta www.europeanpreview.com)

Statistiche I style � Gennaio-Settembre 2006
-
Importazioni USA Abbigliamento Uomo in
Gennaio-Settembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6203 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
18,090.41 |
19,562.78 |
17,263.05 |
100 |
100 |
100 |
-11.76 |
| 1 |
Cina |
1,528.84 |
3,038.26 |
2,805.29 |
8.45 |
15.53 |
16.25 |
-7.67 |
| 2 |
Messico |
2,440.59 |
2,395.29 |
2,046.35 |
13.49 |
12.24 |
11.85 |
-14.57 |
| 3 |
Bangladesh |
711.93 |
905.64 |
1,132.05 |
3.94 |
4.63 |
6.56 |
25 |
| 4 |
India |
714.32 |
891.76 |
823.02 |
3.95 |
4.56 |
4.77 |
-7.71 |
| 5 |
Honduras |
1,156.71 |
1,232.47 |
813.61 |
6.39 |
6.3 |
4.71 |
-33.99 |
| 6 |
Vietnam |
818.88 |
757.20 |
787.24 |
4.53 |
3.87 |
4.56 |
3.97 |
| 7 |
Indonesia |
545.90 |
668.28 |
769.59 |
3.02 |
3.42 |
4.46 |
15.16 |
| 8 |
Repubblica Dominicana |
858.87 |
880.31 |
654.57 |
4.75 |
4.5 |
3.79 |
-25.64 |
| 9 |
Hong Kong |
710.45 |
621.99 |
591.99 |
3.93 |
3.18 |
3.43 |
-4.82 |
| 10 |
Pakistan |
548.76 |
589.30 |
511.86 |
3.03 |
3.01 |
2.97 |
-13.14 |
| 11 |
Italia |
535.23 |
535.70 |
484.18 |
2.96 |
2.74 |
2.81 |
-9.62 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Abbigliamento Donna in
Gennaio-Settembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6204 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
22,259.52 |
24,276.97 |
24,939.74 |
100 |
100 |
100 |
2.73 |
| 1 |
Cina |
3,934.67 |
6,911.91 |
7,365.23 |
17.68 |
28.47 |
29.53 |
6.56 |
| 2 |
Indonesia |
1,085.86 |
1,294.69 |
1,586.00 |
4.88 |
5.33 |
6.36 |
22.5 |
| 3 |
Messico |
2,209.08 |
1,910.37 |
1,527.95 |
9.92 |
7.87 |
6.13 |
-20.02 |
| 4 |
India |
893.27 |
1,247.41 |
1,398.32 |
4.01 |
5.14 |
5.61 |
12.1 |
| 5 |
Vietnam |
856.82 |
923.12 |
1,181.68 |
3.85 |
3.8 |
4.74 |
28.01 |
| 6 |
Hong Kong |
1,318.09 |
860.49 |
857.67 |
5.92 |
3.54 |
3.44 |
-0.33 |
| 7 |
Cambogia |
604.49 |
738.31 |
853.54 |
2.72 |
3.04 |
3.42 |
15.61 |
| 8 |
Filippine |
761.54 |
733.44 |
847.69 |
3.42 |
3.02 |
3.4 |
15.58 |
| 9 |
Sri Lanka |
660.92 |
771.71 |
797.47 |
2.97 |
3.18 |
3.2 |
3.34 |
| 10 |
Bangladesh |
561.07 |
658.01 |
778.51 |
2.52 |
2.71 |
3.12 |
18.31 |
| |
| 16 |
Italia |
465.95 |
450.56 |
432.86 |
2.09 |
1.86 |
1.74 |
-3.93 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Maglieria in
Gennaio-Settembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 61 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
23,306.54 |
24,954.51 |
26,083.34 |
100 |
100 |
100 |
4.52 |
| 1 |
Cina |
2,990.76 |
5,274.02 |
5,374.66 |
12.83 |
21.14 |
20.61 |
1.91 |
| 2 |
Messico |
2,098.32 |
1,820.34 |
1,713.44 |
9 |
7.3 |
6.57 |
-5.87 |
| 3 |
Honduras |
1,477.88 |
1,504.66 |
1,431.92 |
6.34 |
6.03 |
5.49 |
-4.83 |
| 4 |
Hong Kong |
1,276.86 |
1,266.45 |
1,141.35 |
5.48 |
5.08 |
4.38 |
-9.88 |
| 5 |
Vietnam |
937.87 |
829.71 |
1,076.77 |
4.02 |
3.33 |
4.13 |
29.78 |
| 6 |
Indonesia |
479.31 |
604.64 |
1,024.06 |
2.06 |
2.42 |
3.93 |
69.37 |
| 7 |
Guatemala |
928.42 |
944.43 |
961.40 |
3.98 |
3.79 |
3.69 |
1.8 |
| 8 |
Cambogia |
467.25 |
620.99 |
928.49 |
2.01 |
2.49 |
3.56 |
49.52 |
| 9 |
El Salvador |
999.51 |
1,027.85 |
892.45 |
4.29 |
4.12 |
3.42 |
-13.17 |
| 10 |
India |
497.97 |
676.48 |
886.09 |
2.14 |
2.71 |
3.4 |
30.99 |
| |
| 26 |
Italia |
336.60 |
302.41 |
287.03 |
1.44 |
1.21 |
1.1 |
-5.09 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Calzature in
Gennaio-Settembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 64 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
12,663.49 |
13,759.92 |
14,611.47 |
100 |
100 |
100 |
6.19 |
| 1 |
Cina |
8,722.32 |
9,767.73 |
10,579.39 |
68.88 |
70.99 |
72.41 |
8.31 |
| 2 |
Italia |
958.51 |
882.96 |
834.28 |
7.57 |
6.42 |
5.71 |
-5.51 |
| 3 |
Vietnam |
359.60 |
542.68 |
734.57 |
2.84 |
3.94 |
5.03 |
35.36 |
| 4 |
Brasile |
832.82 |
795.90 |
706.37 |
6.58 |
5.78 |
4.83 |
-11.25 |
| 5 |
Indonesia |
390.96 |
401.94 |
376.69 |
| |