| Convegno promosso dal
COMUNE Dl MILANO - ASSESSORATO ALL’ARREDO URBANO in collaborazione
con la rivista MILANOCASA
Milano, Teatro Gerolamo, martedì 18 giugno
1974 ore 20,30
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L’uomo-cittadino chiede aiuto
al verde per ritrovare, riscoprire, per riavvicinarsi alla città.
L’iniziativa nata da una proposta dell’architetto GjIla
Giani, presentata e sviluppata in stretta collaborazione con l’assessore
Paolo Pillitteri responsabile delle iniziative legate ai problemi
dell’arredo urbano, entra oggi in fase operativa: un congresso
raccoglie intorno ad un tavolo tutte le personalità più
autorevoli e rappresentative in pubblica conferenza stampa con lo
scopo non solo di sensibilizzzare l’opinione di tutti i cittadini
ma di altresì intessere le diverse informazioni di ogni specialista. |
L’architetto - Il fascino
di una città vestita di verde, non vuoi dire soltanto trasformare
in` tempi ed operazioni prestabilite la città di cemento in una
città su cui l’occhio può riconoscere il senso della
natura: il progettista ha con la pianta rampicante occasioni molteplici
per intervenire sulla città: le pareti di ogni casa, i muri, i
monumenti, ma anche le più semplici strutture: forse che quella
certa via non potrà divenire uno splendido pergolato con il suo
profumo di primavera e la frescura d’estate?
Il botanico - Ogni foglia " un piccolo e perfetto
laboratorio per la riproduzione dell’ossigeno: ogni parete miliardi
di piccole foglie che possono lavorare per riformare nella sintesi clorofilliana
l’ossigeno bruciato dal cittadino e dalle sue macchine!
Praticamente si possono fare conteggi esatti tali da dimostrare che il
tanto ossigeno bruciato e consumato può essere riscattato da tanti
metri quadrati di parete verde.
Il climatologo - Tanto più verde tanti più
vantaggi: ad esempio d’estate si potrà usufruire di una temperatura
più bassa in quanto la vegetazione agisce per sottrazione di calore
all’atmosfera.
Il batteriologo - La vegetazione riveste un ruolo molto
importante anche dal punto di vista igienico: più verde in città
più l’aria " pura.
In un metro cubo d’aria prelevati nel centro della città
si possono contare fino a 600 mila microbi, in un bosco i microorganismi
al metro cubo possono essere soltanto 50: questo grazie al verde qualsiasi
esso sia!
Il tossicologo - E stato dimostrato che la vegetazione
può purificare l’atmosfera filtrando i nuclei dì condensazione
dell’aria, cio" gli inquinanti solidi. Il confronto fra zone
prive di verde e zone invece ricche di vegetazione anche se ugualmente
interessate dai gas tossici sono un argomento valutabile in nuclei di
condensazione che possono raggiungere valori di concentrazione sui 40-50
mila al centimetro cubo, una vegetazione ben distribuita e rigogliosa
può ridurre i valori a molto meno della metà.
Il fisico - Un fattore importante " la ionizzazione
dell’aria in quanto l’impoverimento di ioni gassosi, in particolare
carica elettrica negativa, favorisce le malattie respiratorie. Uno dei
mezzi per aumentare la ionizzazione dell’aria e migliorarla nella
sua componente di carica elettrica negativa consiste proprio nel verde.
Lo psicologo - Un paesaggio con fiori, piante, con più
verde insomma favorisce la comunicazione sociale degli individui, riavvicina
l’ambiente della città al modello dell’ambiente naturale
dell’uomo.
Il medico - Le componenti sono molteplici, i vantaggi
si possono riscoprire sotto qualsiasi aspetto fisico e psichico dell’uomo.
L’ecologo - La nostra città " stata
abbandonata anche dalle rondini!
La volontà politica - Questi e non solo questi
aspetti, possono trovare una realtà operativa soltanto nella volontà
politica che raccoglie e coordina le iniziative pubbliche con quelle private
allo scopo di una MILANO non solo più bella e più sana,
ma anche di una città all’avanguardia esempio pilota in una
delle più formidabili iniziative capaci di dare all’uomo
urbanizzato un ambiente migliore.
MILANOCASA
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Abbiamo vestito di
verde il duomo di Milano per ricordare ai milanesi che ogni casa
pu�; essere coperta di quella vegetazione che pu�; fare
di Milano una citt�; pi� sana. Il manifesto (70x100) affisso
per le strade di Milano in centinaia di copie, ricorda quest'impegno
a tutti i milanesi. Il manifesto �; firmato da Giancarlo Iliprandi.
Nel pi� Milanese dei teatri, in piazza Beccaria,
al Gerolamo il giorno 18 giugno si �; svolto con pieno successo
di pubblico il primo intervento rivolto a sviluppare quel tenia
che su queste pagine molte volte si � letto, e che sappiamo quali
interessi susciti concretamente nei cittadini a cui Milano � veramente
cara. Il palco con i rampicanti in un gesto di scenografia che si
distende anche al di l� del palcoscenico, inghirlandando la platea
su fino al loggiato � l'ambiente che accoglie gli intervenuti.
Musica classica vivacizzata dall'ultimo moug
elettronico crea le premesse di un incontro che vede presenti le
pi� spiccate personalit� del mondo culturale e scientifico. A sala
piena, palchi, palchetti fitti di persone attendono l'inizio del
dibattito. Ore 20,45 si spengono le luci, troneggiano in successione
spettacolari diapositive sullo schermo gigante soprastante il tavolo
dei conferenzieri: verde rampicante: finestre incoronate e lussureggianti,
palazzi alti sette od otto piani completamente rivestiti di verde
che raggiunto il tetto ricade quasi a dimostrare quanta forza ancora
esiste in questo rampicante. |
Milano Casa N°
7
- settembre 1974 - |
Prende la 'parola Ruggero Orlando, la forte personalit�;
e la vivacit�; della presentazione apre il convegno.
Paolo Pillitteri, dinamico assessore del Comune di Milano presentando
il significato dell'iniziativa chiarifica il perch� di questo primo
convegno che ben si inserisce nei vasti programmi operativi del nuovo
Assessorato all'Arredo Urbano.
Il Comune di Milano, nella persona dell'Assessore Paolo Pillitteri dimostra
concretamente che la necessit�; di fare e fare bene �; necessit�;
che si deve ritrovare in tutti i gesti che accomunano e che devono accomunare
la iniziativa privata e coordinata con lungimiranza da una volont�;
politica pronta e fattiva. Milanocasa, rappresentata dall'architetto Gjlla
Giani, testimonia l'interesse della redazione, di tutti quanti i giornalisti
e i collaboratori della nostra rivista.
Il dibattito si fa appassionante, tutti gli sguardi sono concentrati sulla
tavola rotonda.
Nella nostra citt� c'� poco spazio per il verde, quindi se questo
verde non pu� estendersi in modo orizzontale, facciamolo espandere
verticalmente, ed ecco l'Ampelopsis ingigantirsi, impadronirsi della citt�;
fino a coprire palazzi, scuole, pareti di cortili.
Sui vantaggi di una soluzione del genere concordano tutti gli esperti,
il botanico, il climatologo, l'ecologo, lo psicologo ecc.
Ruggero Orlando si destreggia, con impareggiabile brio e vivacit�
di parola, introducendo via via i conferenzieri.
Il caro Ruggero, chi non ha fatto l'imitazione della sua voce: "Da
New York vi parla Ruggero Orlando...! "
Ma questa volta egli parla da Milano a tutti i milanesi per dare il suo
appoggio, la sua
approvazione a questa campagna del verde, necessario non solo per il nostro
benessere fisico ma anche per la felicit�; della nostra esistenza.
Il dibattito, interrotto a tratti dall'applauso del pubblico, ha lasciato
negli occhi ma soprattutto nel cuore di ogni milanese un'immagine verde
di speranza in una citt�; migliore.
Ringraziamo tutti gli intervenuti e specialmente chi si � staccato dalla
platea e si � avvicinato al microfono dei conferenzieri per apportare
il proprio intervento sul problema discusso e cio� Maggiora Vergano, il
rappresentante di Italia Nostra arch. Giulio Crespi ed infine Edmondo
Sannazzaro che ha commosso tutti recitando una poesia, in milanese.
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Nella foto da
sinistra: Giulio Macchi, Giancarlo Ferrari, Antonio Miotto, Gi�;
Ponti, Gjlla Giani, Ruggero Orlando, Paolo Pillitteri,
Carlo Sirtori, Gillo Dorfies,
Ivo Codazza, Carla Paleologo.
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Cos'� l'Arredo Urbano
Paolo Pillitteri inizia con un saluto particolarmente caloroso a chi ha
voluto presenziare a questa iniziativa " Coprite di verde Milano " patrocinata
dalla Civica Amministrazione tramite l'Assessorato all'Arredo Urbano che
affianca l'Edilizia Privata.
" Due parole sul problema dell'Arredo Urbano Questa sera l'Arredo Urbano
�; il promotore di una iniziativa " Coprite di verde Milano " intorno
a cui ruota tutta una serie di aspetti che riguardano settori diversi:
di igiene, ecologici, artistici, botanicibiologici-medici, ecc. un discorso
dunque estremamente complesso e molto vasto. t per questo che stasera
tra di noi e con voi sono intervenuti illustri personaggi, esperti di
specifici settori connessi appunto a questo discorso del verde nei suoi
aspetti pi�; articolati. Ne sono una prova alcune iniziative che sono
sorte qui a Milano, o che stanno sorgendo, le quali possono essere giudicate
o criticate in diversi modi ma che comunque rappresentano sempre un tentativo
di migliorare l'ambiente nel quale noi viviamo.
Mi riferisco per esempio a quello che stanno facendo i commercianti e
gli abitanti della via Manzoni.
Il tentativo, per esempio, di rendere i marciapiedi della via Manzoni
percorribili dal pedone �; gi�; qualche cosa e se poi i conimercianti
di via Manzoni ci mettono i fiori �; ancora meglio. un andare avanti verso
una prospettiva che respinge un "modello di sviluppo " in cui prevalga
soltanto l'automobile e il cemento. Questo vuole essere il pensiero dell'Amministrazione
ma anche il pensiero dei milanesi su tali problemi e credo che dall'iniziativa
di questa sera, promossa dal Comune in collaborazione con la rivista "
Milanocasa " ma soprattutto con i cittadini di Milano e con coloro i quali
sono seduti vicino a me; possa partire un discorso nuovo.
Un mattone di ampelopsis
"Questa proposta - dice Gjlla Giani - nasce sulla carta da lucido, �;
chiaro, investe responsabilmente la categoria degli architetti che sono
moralmente impegnati nella creazione e nella modificazione dell'ambiente
in armonia alle esigenze del cittadino.
Coprire di verde con rampicanti le facciate interne ed esterne delle case,
dei portici, dei quartieri in centro e all'intorno della citt�; non �;
soltanto una proposta concreta subito operativa, ma �; anche una proposta
economica e con attuabilit�; in termini di tempo veramente eccezionale.
Coprire di verde �; un impegno che vede tutti, dico tutti i cittadini
responsabilizzati ad opera re.
Le iniziative per aumentare lo standard di verde di Milano sono portate
avanti con autorevolezza da Italia Nostra, con l'importante progetto del
bosco n. I; sono attualissime le proposte dello staff di Gae Aulenti sulle
modifiche proposte nell'ambiente del territorio urbano, della citt�; di
Milano.
Oggi per�; parliamo soltanto di verde rampicante per scoprire e ricordare
a quanti in sala sono presenti l'importanza di questo strumento: la pi�;nta
rampicante.
Parliamo di questo " mattone ", parliamo di questa materia che vive si
muove si trasforma! Questa proposta nasce, ho detto prima, sulla carta
da lucido perch� sono architetto, ma nasce soprattutto come sintesi progettuale
di quello che sente il cuore dei milanesi.
Dei milanesi non solo che gi�; hanno fatto qualcosa, chi sul proprio balcone,
chi nella corte o sul fronte della casa dove abita, ma anche di quei milanesi
che possono riscoprire nella pianta rampicante l'occasione per fare qualcosa
non solo per se stessi, ma anche per tutti i cittadini che passando per
la via ne potranno usufruire i vantaggi estetici e di salute pubblica!
L'Ampelopsis o vite del Canada �; il mattone per costruire un'ambiente
pi�; affascinante, pi�; sano."
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1. Gjlla Giani e Ruggero Orlando,
illustre giornalista storico della Voce di Londra
…” tum ..tum …tumm..qui vi parla Ruggero Orlando
“,
grande giornalista corrispondente
Centro spaziale USA |
2. Professor Carlo Sirtori Presidente
della Fondazione Carlo Erba
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Il cavalierato del verde
Gi�; Ponti riprende con un invito: " Quando si parla di verde verticale
non posso che offrirvi la visita di quel giardino verticale, che �; forse
l'unico a Milano, in fondo c'�; il mio studio. Venite e state sicuri che
il portinaio non vi fermer�;.
Io desidero che il verde diventi un materiale da costruzione, un materiale
di espressione architettonico.
Quando uno ha lavorato molto diciamo che �; come se avesse combattuto
molto, �; come un capitano pieno di ferite. Ebbene le mie disfatte sono
innumerevoli, specialmente quando parlo di fiori e piante.
Ho fatto la Cattedrale di Taranto con un muro traforato e questo muro
traforato, io lo vedevo, in quanto gli uccelli entrando in questi trafori
nidificassero, i rampicanti la coprissero, ma �; stato impossibile. t
stata la mia pi�; grande sconfitta!
Noi qui siamo per�; tutti d'accordo, amiamo il verde, ci manca l'antagonista!
Accanto a me, c'�; un giardino interno verticale, alto 30 metri, sono
trecento metri di verde che vanno su metri quadrati, insomma si potrebbe
percorrerlo con delle cordate alpinistiche! Un inquilino di una casa vicina,
essendo il rampicante arrivato al colmo del muro divisorio e penetrato
nel suo terrazzo, mi ha pregato di non portarglielo via. Altri invece,
volendo adoperare la legge, hanno detto: " Lei non ha rispettato i confini!
".
In un certo senso questo fatto del " verde " a Milano mi ha sempre turbato,
i milanesi hanno bisogno di commuoversi per qualche cosa. Milano �; sempre
stata in testa a tutto e se anche questa volta si dedicasse con entusiasmo
alla campagna pro verde, sarebbe una cosa meravigliosa. Allora, cosa possiamo
offrire al verde? Tutte le coperture! Gi�; molta gente ci ha pensato,
hanno creato terrazzi, giardini, basterebbe che il Comune promettesse
il suo appoggio.
A questo punto si intromette Ruggero Orlando: " Esenzioni di tasse! "
- riprende Ponti - "No, saremmo contenti anche senza esenzioni!. In fondo
per fare un giardino basta poca terra, il rampicante cresce da solo, la
natura � molto generosa, basta un po' di sole e un briciolo di buona volont�,
non ha bisogno di molta cura, ma solo di molto amore. Diventiamo tutti
cavalieri del verde di Milano! ".
Una spugna per l'anidride carbonica
Il prof. Sirtori ha iniziato dicendo che il verde vuoi essere una "spugna"
per l'anidride carbonica che si accumula nelle citt� inquinate e sovraffollate.
Le citt� infatti oggi sono come uno scompartimento ferroviario, i muri
delle case fanno da pareti, la coltre di atmosfera calda che regna sopra
le case impedisce un ricambio rapido e sufficiente.
L'uomo invecchia perch� c'� meno ossigeno e meno ossigeno arriva ai suoi
tessuti, quindi il verde d� giovent�. Ha parlato poi dell'anidride carbonica
radioattiva, la quale proviene dall'incontro tra i raggi cosmici e gli
atomi di azoto dell'aria, ebbene noi respiriamo l'aria contenente carbonio
radioattivo, il quale dal 1955 ad oggi � notevolmente aumentato, questo
pu�; determinare secondo autorevoli opinioni un inquinamento di fondo
capace di dar luogo a mutazioni genetiche. Che il verde assorba l'anidride
carbonica �; ben noto. Si sono fatti anche dei calcoli precisi. Un faggio
di 100 anni �; in grado di assorbire in un'ora 2350 gr. di anidride carbonica,
quanta ne emettono in un giorno 10 famiglie, e libera nel frattempo 1710
gr. di ossigeno. Poi c'�; un altro fatto importante che quando l'anidride
carbonica entra dentro di noi trova altri ingredienti per esempio il piombo.
Noi sappiamo che nei cittadini milanesi c'� tanto piombo quanto non c'�
in nessun'altra citt� del mondo. Ne ingeriamo 550 ug al giorno contro
i 200 ingenti ad esempio dai londinesi. Se c'� dunque troppo piombo l'anidrasi
non funziona e l'anidride carbonica si accumula nel san-
gue. Il prof. Sirtori ha poi illustrato il problema dell'assuefazione
e dipendenza nei confronti dell'inquinamento, per concludere che abbiamo
la possibilit�, con le foglie verdi, di ridurre l'inquinamento da anidride
carbonica, quindi migliorare la ossigenazione dei nostri tessuti, del
cervello, soprattutto, che ha oggi un particolare bisogno di efficienza
e di attenuare i danni prodotti dal piombo pure derivante dall'inquinamento
e presente nel nostro sangue. Abbiamo anche la possibilit� di ridurre
lo stress delle pareti grigie, di avere orizzonti" gratificanti poich�
va considerato
anche il lato estetico.
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3. Ruggero Orlando , Paolo Pilitteri
e prof Carlo Sirtori
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4. Antonio Miotto, psicologo, psicologo
del lavoro, docente universitario, editorialista. |
4. Già
anteguerra si era fatto conoscere con importanti saggi: Introduzione alla
psicologia della folla (1937), Psicologia del comportamento sociale (1939).
Nella sua ampia produzione ha trattato i
temi dell'amore, della vita di coppia, del lavoro e delle patologie.
È stato consulente, per i problemi
del personale, in grandi aziende e docente di Psicologia del linguaggio
all'Università di Milano, di Psicologia del lavoro all'Istituto
di Scienze sociali di Genova.
Ha collaborato a riviste specializzate di
psicologia e sociologia, ma anche a quotidiani e periodici di ampia diffusione;
tra queste collaborazioni si ricordano quelle sul romanzo di formazione,
sul neorealismo, su Fellini e sul Nouveau Roman
La zoofobia delle formiche
Ecco come il prof. Miotto ha affrontato il problema del verde a Milano
visto dal lato psicologico. " Un dato certo: nella citt� moderna l'isolamento
sociale diventa un fenomeno preoccupante e sfocia nel dilagare delle nevrosi,
contrassegnate essenzialmente dall'aggressivit� (non c'�; quindi soltanto
un rapporto tra isolamento e " chiusura psicologica ", ma tra isolamento
e comportamento antisociale). Come uscirne? A parte l'influenza positiva
legata alla lotta contro l'inquinamento, il problema si complica in quanto
l'uomo tenderebbe a realizzarsi nel " verde e nella libert� ", ma di fatto
�; obbligato a vivere in citt� (citt� come " modello punitivo ", cio�
come "fabbrica" dove si lavora e basta). Siccome � ingenuo pensare che
le nevrosi cittadine potranno essere affrontate dall'applicazione di tecniche
psicoterapiche su scala popolare, � naturale pensare alla trasformazione
positiva della struttura urbana, in modo da cancellare il " modello punitivo
".
Tra questi tentativi il tema del " verde ad ogni costo" �; probabilmente
il pi�; lineare, il meno costoso e il pi�; funzionale.
Sul piano psicologico che cosa rappresenta il " verde "? A prescindere
dagli aspetti fisiologici, si pu� dire che il "verde" � un valore cromatico
di tipo distensivo, che orienta verso la pace e che stimola nell'individuo
serie associative legate e centrate sul tema della " anti-tensione ".
Senza forzare l'impostazione potremmo affermare che il "verde" � essenzialmente
anti-aggressivit� e quindi lo iniziale riferimento alle cariche aggressive
nel "modello punitivo della citt�" acquista un valore specifico. Tra le
obiezioni c'� quella ovvia, la preoccupazione per gli insetti che finirebbero
per infestare le case ricoperte di verde. Da un punto di vista psicologico
l'obiezione � molto strana: accettiamo il rumore, l'inquinamento, la nevrosi,
l'insonnia e... temiamo le formiche! Ma che cosa si nasconde dietro questa
zoofobia? Risposta: insicurezza emotiva, conflitti non risolti, timore
delle piccole cose per nascondere quelle grandi. Al limite c'� da augurarsi
che l'uomo della citt� riscopra le formiche, se questo porta alla riscoperta
del verde, della natura, del bisogno di distensione".
La clorofilla
Carla Paleologo asserisce che il verde d�; la possibilit� di ionizzare
negativamente l'atmosfera in presenza di clorofilla. A questo proposito
� dimostrato che la ionizzazione della atmosfera decresce in assenza di
clorofilla e crea un ambiente dequalificato come si avrebbe in presenza
di un grosso inquinamento industriale.
Ora la popolazione milanese per il 70 % vive in zone prive di verde, io
mi domando se avremo abbastanza muri per far arrampicare tanto verde da
ricoprire l'area che ci � indispensabile per arrivare al minimo vitale?
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5. Ivo Codazza responsabile servizio
Giardini del Comune di Milano e RemoBrindisi |
6. In platea e nei palchi dello storico
Teatro Gerolamo di Milano pubblico qualificato rappresentato da
autorità , imprenditori, architetti , studiosi , sociologi
, climatologi,ed esponenti della cultura Milanese e rappresentanti
del mondo dell’Arte ,critici e artisti. Si riconosce Eliana
Ravizza |
L'inquinamento fonico
Eliana Ravizza precisa due vantaggi specifici del verde verticale; la
maggiore influenza sul micro-clima locale, la temperatura di Brera �
di qualche grado superiore a quella di Linate. Questo dovuto al riflesso
dell'asfalto, se immaginiamo per�; il calore emanato dalle facciate,
se noi le proteggiamo di verde, non solo abbiamo quella influenza benefica
della stessa massa di verde ma eliminiamo il calore. Un altro aspetto
� quello della funzione fonoassorbente: siamo talmente abituati che
non ci rendiamo conto dell'inquinamento fonico di Milano... non �
solo il rumore delle macchine ma buona parte di questo � dovuto alle
riflessioni delle pareti, se noi rivestiamo questa parete di fogliame
si rompe l'onda sonora con conseguente eliminazione di forte frastuono.
Quanto costa un mq. di verde
L'intervento di Ivo Codazza � iniziato prospettando la situazione finanziaria
del Servizio Giardini legata alla situazione economica del Comune di Milano.
" Per i nuovi impianti e per le manutenzioni abbiamo uno stanziamento
di 3 miliardi e mezzo all'anno, ultimamente c'� stato per� un incremento
del verde a Milano, siamo passati dal 1964 da 3 milioni e mezzo circa
di metri quadrati di verde a 6 milioni e mezzo nel 1973. Per� c'� un fattore
preoccupante, questo verde non � razionalmente distribuito, infatti, nella
zona centrale dove la popolazione residente non � proporzionata alle costruzioni,
arriviamo ai 10-12 metri quadrati, mentre in alcune zone periferiche,
arriviamo a i metro e 20. C'� da tenere presente una cosa, il territorio
comunale di Milano non � adeguato a sostenere l'attuale popolazione, siamo
circa 1.800.000. Se applicassimo lo standard voluto con la legge urbanistica,
non avremmo il territorio sufficiente ".
Ha proseguito poi passando alla questione economica: circa i costi di
manutenzione di un metro quadrato di verde, la media varia secondo l'ampiezza
del giardino, pi� questo � piccolo, pi� costa. Dal costo di L. 500 mq.
per le piccole aree, si passa a L. 80 per i parchi agresti in media L.
250 mq.
La manutenzione di un metro quadrato, non comporta soltanto il taglio
dell'erba, ma la potatura delle piante, dei cespugli e di tutto quello
che necessita un giardino.
Gli alberi in testa
" Piantare gli alberi in terra �; semplicissimo, - dice Giulio Macchi
- ma per me c'� un altro problema, bisogna piantare gli alberi in testa
alla gente, cosa estremamente difficile, perch� il messaggio verde � difficile,
ogni volta che in televisione se ne parla, i telespettatori si distraggono
perch� il verde �; un fatto ovvio. Molti pensano che il bene casa � un
bene primario, economico di investimento, il bene verde � un bene secondario
se c'� bene se no pazienza. Ora perch� siamo arrivati a que-
sta situazione? Secondo me siamo arrivati perch� c'� una preminenza di
problemi economici, ma c'�; un altro motivo pi� importante ed �; che esistono
nella nostra mentalit� due archetipi che ci stanno invadendo, uno �; il
cubo e l'altra � la squadra. Il cubo � l'ideale casetta, quella che tutti
sognamo. Quando un architetto rompe questo cubo con strutture svariate,
allungate, vedrete che dopo un p0' queste strutture articolate si ricoprono
una facciatina dopo l'altra e ritorna il cubo, questo archetipo ottuso,
anticonviviale, perch� quando non � solo la casa che ritorna cubo � la
citt�. Le citt� giardino sono tanti cubi, con attorno un pezzettino di
terra, qualche volta in mezzo a due case si creava un cortile, poi � stato
soppresso perch� area economicamente utilizzabile, il cubo � la nostra
rovina, non ce lo possiamo togliere dalla testa. Ma c'� un altro archetipo,
la squadra. In noi �; ancora presente il militarismo dei romani che con
i cardi e decumani hanno diviso la citt� in quadratini, pietra vicino
a pietra. Ora queste due cose sono quelle che provocano difficolt� a diffondere
il messaggio del verde. Per me per far piantare in testa gli alberi, il
mezzo � quello di inverdire le funzioni cio� non deve pi�; nascere un
Ospedale se non nasce con il verde, non deve nascere una strada se non
nasce con gli alberi, quando nasce una scuola deve nascere con il verde..,
i verdi non possono essere astratti, devono essere legati alle funzioni...
e poi non parliamo di metri quadrati di verdi ma di metri cubi, non casa
cubo ma metro cubo verde ".
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7. Fra il pubblico si riconosce l’architetto
poliedrico artista Maggiora Vergano e l’architetto pittore
Tadeuz Katner imprenditori artigiani e rappresentanti della Cofcommercio.
Si riconosce Mauro Artioli, Enzo Bertazzo |
8. Remo Brindisi grande maestro e pittore
e Giulio Macchi |
9. Arch. Gio Ponti e Professor Antonio
Miotto, sociologo |
9. Gio Ponti nacque a Milano nel 1891, e
si laureò in architettura al Politecnico di Milano nel 1921, dopo
aver interrotto gli studi a seguito della sua partecipazione alla prima
guerra mondiale. Inizialmente aprì lo studio assieme all’architetto
Emilio Lancia (1926-1933), per poi passare alla collaborazione con gli
ingegneri Antonio Fornaroli ed Eugenio Soncini (1933-1945). Nel 1923 partecipò
alla Biennale di Arti Decorative tenutasi in Monza e successivamente fu
coinvolto nella organizzazione delle varie triennali sempre a Monza e
Milano.
Negli anni venti comincia la sua attività
di design all’industria ceramica Richard Ginori, e rielabora complessivamente
la strategia di disegno industriale della società; con le ceramiche
vince il “Gran Prix all’Esposizione di Parigi del 1925. In
questi anni al sua produzione è improntata più ai temi classici
ed è vicino al movimento "Novecento", che si contrappone
al razionalismo del Gruppo 7. Sempre negli stessi anni inizia anche la
sua attività editoriale fondando nel 1928 la rivista Domus, testata
che non abbandonerà più salvo che per un breve periodo durante
la seconda guerra mondiale. Domus assieme a Casa bella, rappresenterà
il centro del dibatto culturale dell’architettura e del design italiani
della seconda metà del Novecento.
L’attività di Ponti negli anni
trenta si estende: organizza la quinta triennale a Milano nel 1933, disegna
le scene ed i costumi per il teatro La Scala, ed è partecipe dell’associazione
del Disegno Industriale ADI, essendo tra i sostenitori del premio “compasso
d’oro” promosso dai magazzini La Rinascente. Riceve tra altro
numerosi premi sia nazionali che internazionali e così ne 1936,
quando la sua professionalità è affermata, diventa professore
di ruolo alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano,
cattedra che manterrà sino al 1961.
Nel 1951, si unirà allo studio insieme
a Fornaroli, l’architetto Alberto Rosselli ed intanto sia il design
che
l’architettura di Ponti diventano in questi anni più innovative
abbandonando i frequenti riallacci al passato neoclassico. È qui
che inizia il periodo di più intensa e feconda attività
sia nell’architettura che nel design, negli anni cinquanta, infatti,
verranno realizzate alcune delle sue opere più importanti. Gio
Ponti morirà a Milano nel 1979.
I prati verticali?
" Io Remo Brindisi considero gli italiani tutti dei grandi innamorati,
arrivano anche alla sbornia dell'amore, ora l'ultimo amore �; il verde.
Ci arriviamo un po' stanchi, un po' delusi dai tradimenti della nostra
societ�. Si � parlato di organizzazione, di tempo libero, si
�; gridato alla ecologia. Gli artisti hanno a loro modo, con quella
intuizione che �; proprio dell'artista, inteso protestare, e desiderando
il verde e l'ecologia hanno fatto ricorso ai materiali di moda che si
usano nella ricerca artistica di oggi: hanno creato l'albero in permaflex,
la siepe in legno, il prato di vetro, il bosco di latta. Essi hanno fatto
una vera azione di denuncia e di preparazione, come sa fare lo artista
che precede alcuni fatti della societ�;. Ma come organizzare questo
verde nella citt� e specialmente nel centro storico?
Durante la quindicesima triennale il pittore Underwassen ha messo il verde
abitante nelle abitazioni, l'inquilino albero, tutto ci�; �; originale
ma non sempre comodo, coprire invece certe facciate di case nude e fredde
di rampicante � una cosa che merita considerazione. Abbiamo avuto
un grosso periodo in cui si �; amato questo verde rampicante: il Liberty.
Ora questo desiderio di fondo di allora �; anche quello di oggi, la
nostra societ�; ha bisogno di verde, e non solo del rampicante ma
anche del prato ".
Non tutto � da coprire
Gillo Dorfies, ultimo di questa tavolata fa l'avvocato del diavolo: "lo
non penso che tutti i palazzi possano essere ricoperti di verde verticale,
alcuni di essi non si prestano' prendiamo gli edifici di c.so Italia o
di c.so Europa di Caccia Dominione e di Magistretti �; assolutamente intollerabile
qualsiasi verde sopra le loro carton would, sopra le loro vetrate, come
lo stesso si pu� dire della torre Pirelli. Quindi il verde verticale va
bene soltanto in certe posizioni, invece il verde orizzontale �; importantissimo
e l� s� che Pillitteri potrebbe intervenire in modo veramente mirabile
se tenesse conto di una mia osservazione. Proprio davanti alla casa, in
cui abito, c'� un giardinetto, uno dei poveri piccoli giardinetti ancora
sopravvissuti nella Milano centrale, ogni anno viene zappato, arato, dagli
operai del Comune, i quali seminano l'erba che dopo qualche giorno spunta
tenerissima e viene immediatamente calpestata da giovinastri che giocano
al pallone. Quindi io dico, per conservare un giardino, un prato, e impedire
che venga calpestato da ruote di automobili o da piedi di calciatori,
bisogna che sia recinto.
Quindi da un lato bisogna che la pianificazione sia fatta in maniera da
rispettare e salvare quello che � il verde verticale e dall'altro bisogna
fare in modo che quello che non � ancora diventato verde verticale possa
servire ai giovani per i loro giochi all'aperto ".
Il Comune ci sta
A Paolo Pillitteri spetta la conclusione: " Abbiamo sentito molte voci,
in un ventaglio vasto di contributi che sono nati grazie alla iniziativa
" Coprite di verde Milano ". Sono contributi preziosi che la Civica Amministrazione
fa propri e che intende sviluppare successivamente con una serie di interventi
concreti.
Noi crediamo che sia giunto il momento di parlare di meno e di agire di
pi�. Cosa pu� fare il Comune? Pu� compiere dei gesti concreti: pu�, per
esempio, fare immediatamente propria la proposta di Codazza che � quella
di regalare rampicanti a chi li chiede esaminando contestualmente il problema
del dove e del come si mettono. Perci� assistenza tecnica ma anche, e
ha ragione Dorfies per certi versi, assistenza architettonica: non si
possono mettere i rampicanti su un magnifico grattacielo di Gi� Ponti
ma altrove s�, per esempio in via Manzoni.
Possiamo utilizzare i ragazzi delle scuole e su questo siamo perfettamente
d'accordo e ne abbiamo gi� parlato in Giunta con l'Assessore all'Educazione
e ne riparleremo con il Provveditore agli Studi. Dobbiamo e vogliamo utilizzare
le associazioni interessate.
I RIVESTIMENTI MURALI
COME SUPPORTO PER IL "VERDE IN VERTICALE"
Le principali caratteristiche tecniche richieste a un supporto idoneo
all'applicazione ed alla crescita del "verde in verticale"
sono soprattutto la rusticit�; della superficie e l'impermeabilit�
del prodotto.
Sono proprio le caratteristiche predominanti dei materiali di rivestimento
murale plastico continuo, con additivo idrorepellente (IDROREP).
I rivestimenti plastici continui sono materiali a base di resine sintetiche
(meglio se acriliche) cariche e pigmenti, che vanno applicati su sottofondi
tradizionali (intonaci rustici frattazzati fini, civili, a gesso),
con varie tecnologie in modo da ottenere varie lavorazioni a seconda
dell'aspetto estetico desiderato, ma sempre in superfici continue
(senza giunti).
In particolare, l'inserimento di un additivo idrorepellente esalta
le caratteristiche di impermeabilit� dei prodotti, senza alterarne
la traspirabilit�, elemento necessario ad evitare distacchi dai supporti.
Detti materiali possono essere pigmentati (colorati), e non (granulati
naturali o sintetici impastati con legante trasparente). Essi possono
essere messi in opera in varie lavorazioni dalle pi� lisce a quelle
rustiche, particolarmente idonee a favorire l'aderenza del " verde
in verticale ".
Tra di esse ricordiamo le lavorazioni a " rilievo " (bucciate, gocciolate,
o damascate) e quelle " rustiche " (spruzzate, rasate, o graffiate).
Per i rivestimenti plastici continui non pigmentati le lavorazioni
possono essere " rasate o spruzzate ".
Un buon rivestimento murale plastico continuo ha inoltre degli additivi
antibatteri e antimuffa, particolarmente interessanti nel caso specifico.
A parte le caratteristiche tecniche dei prodotti, vanno tenuti presenti
altri fattori di ordine pratico particolarmente interessanti: tra
questi la possibilit� di trattare le pareti curve, convesse o concave
con sufficiente facilit�. La velocit� di applicazione ditali prodotti
� comunque notevolmente superiore a quella dei rivestimenti tradizionali
in ceramica o simili.
Fattori di ordine estetico: la notevole gamma di finiture ottenibili,
la possibilit�; di richiedere colori a scelta del progettista
(almeno per i prodotti di tipo pigmentato).
Fattori di tipo economico: questi prodotti sono indubbiamente competitivi
con i prodotti tradizionali di pari caratteristiche (rivestimenti
in ceramica o simili) che hanno prezzi oggi decisamente superiori.
Si pu� ben dire riassumendo che i materiali di rivestimento murale
plastico continuo con additivo idrorepellente risolvono brillantemente
tutti i problemi relativi ai rivestimenti esterni ed interni di superfici
destinate ad accogliere applicazioni di " verde in verticale"
Arch. ALDO CANNAVALE della Soc. ALGALITE s.a.s. di TREZZANO SUL NAVIGLIO
(MI) |
Con i commercianti, esercenti, rivenditori di piante e
operatori del settore dovremo subito impostare un discorso di collaborazione
reciproca. Inoltre vogliamo accettare la proposta di Gi� Ponti il quale
ha avuto, come sempre, una felicissima idea, quella della istituzione
dell'Ordine dei Cavalieri del Verde, intesa come benemerenza o testimonianza
della citt� verso coloro i quali si distinguono nella difesa e nel potenziamento
del verde cittadino.
Vorrei anche, e mi avvio alla conclusione, citare un'altra iniziativa
che il Comune vuole assumere, quella di una campagna pubblicitaria molto
capillare, per la difesa del verde, coinvolgendo soprattutto i giovani
e i ragazzi delle scuole e ovviamente i Consigli di Zona. Prima di ringraziare
Milanocasa, nella persona del direttore Jonghi Lavarmi,
che porta avanti questi discorsi del verde nella nostra citt�, vorrei
riallacciarmi e ribadire non solo quanto hanno detto gli illustri ospiti
che ringrazio di cuore, dal medico allo psicologo, dall'architetto al
pittore, dal critico all'amico Ruggero Orlando, ma insistere su un impegno
che non pu�; non essere reciproco.
S�;, ha ragione l'amico Remo Brindisi, sono migliori i prati orizzontali.
Ma quando di prati orizzontali se ne possono fare pochi, tentiamo di fare
quelli verticali e questa iniziativa, portata con tanto entusiasmo da
"Milanocasa ", � un punto
di partenza in tale direzione".
Nelle fotografie: una sequenza del dibattito, conferenzieri
e pubblico tutti uniti per discutere sul verde verticale.
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