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Chiesa Oggi, architettura e comunicazione n°22 - Di Baio Editore - www.dibaio.com

Tratto da:
Chiesa Oggi 22
Architettura e Comunicazione
Indice Nota Pastorale

Nota pastorale della Conferenza Episcopale Italiana
Di Baio Editore

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II - L'adeguamento degli spazi celebrativi

14. Un progetto globale

Nell’affrontare il tema dell’adeguamento liturgico delle chiese, procederemo sulla base di una visione globale, per la quale ogni progetto di adeguamento, anche se rivolto a risolvere un problema particolare, riguarda l’intero edificio di culto con i suoi diversi luoghi e spazi14.
In concreto, prenderemo in esame, nell’ordine, i luoghi per la celebrazione dell’Eucaristia, quelli per la celebrazione del Battesimo e quelli per la celebrazione della Penitenza. Concluderemo con uno sguardo al programma iconografico e decorativo che interessa tutti i luoghi delle celebrazioni sacramentali, liturgiche e devozionali.
Proprio per il suo carattere globale, la preparazione del progetto di adeguamento liturgico costituisce un momento importante e, per certi aspetti, unico per promuovere l’identità e l’appartenenza ecclesiale dei fedeli e inoltre per conoscere le chiese, le opere, gli arredi e le suppellettili in esse contenute. Il progetto di adeguamento fornisce poi
l’occasione per far emergere nuove ipotesi di studio, suggestioni per la migliore conservazione, per la gestione e il restauro. Sembra assai opportuno, pertanto, che, mentre si elabora il progetto di adeguamento liturgico, si lavori attentamente anche a un programma di conoscenza e analitica enumerazione, manutenzione e valorizzazione delle
nostre chiese, da realizzare gradualmente nel tempo15.

A. L’adeguamento degli spazi per la celebrazione dell’Eucaristia

15. L’aula dell’assemblea

L’adeguamento degli spazi per la celebrazione dell’Eucaristia16 è stato il primo problema ad essere affrontato dalle nostre comunità nell’immediato periodo post-conciliare ed è stato spesso risolto mediante interventi evidenti come la rimozione delle balaustre e la collocazione di nuovi altari dichiaratamente provvisori ma comunque tali da consentire di celebrare rivolti al popolo. La questione, in realtà, presenta una notevole articolazione, richiedendo di intervenire simultaneamente su molti elementi e in situazioni molto diversificate. Ne tratteremo, ora, adottando lo stesso ordine degli argomenti seguito nel documento riguardante la progettazione di nuove chiese17: ciò consentirà le opportune e necessarie integrazioni18.
L’adeguamento dell’aula della chiesa, che comprende navata, presbiterio, area battesimale, area penitenziale19, deve tenere conto che l’aula stessa è riservata all’assemblea; che di essa fanno parte integrante e ad essa convergono spazi e luoghi complementari; e, infine, che l’aula deve essere articolata negli spazi e negli arredi in modo tale che l’altare ne costituisca il punto principale di riferimento. La centralità dell’altare non va però intesa in senso letterale e statico,
ma sacramentale20 e dinamico, quindi l’altare non va collocato nel centro geometrico dell’aula, ma in uno dei suoi punti spazialmente eminenti.
La disposizione longitudinale dell’assemblea, che è la più diffusa, non richiede necessariamente di essere modificata. Si possono tuttavia ricercare sistemazioni in cui l’assemblea venga disposta attorno all’altare, seguendo l’articolazione planimetrica e spaziale dell’aula.
Nello studio dell’adeguamento liturgico dell’aula devono comunque essere adottati opportuni accorgimenti in grado di favorire la formazione di un’assemblea unitaria - priva di divisioni al suo interno - e la partecipazione attiva di tutti i fedeli all’azione liturgica. È assai opportuno, inoltre, disporre i banchi e le sedie in modo tale da facilitare i movimenti processionali e gli spostamenti dei fedeli previsti dalle celebrazioni, specialmente da quella eucaristica. Devono essere
curate anche la diffusione sonora della voce, una idonea illuminazio- ne e tutto ciò che concorre a creare un’atmosfera nobile, accogliente e festosa.

Commento

ogni progetto di adeguamento... riguarda l’intero edificio.
La globalità nella progettazione di un restauro, e nel nostro caso di un adeguamento, di un. edificio è ormai dato assodato. È chiaro, del resto, che il progetto iniziale ammette varianti in corso d’opera (anche per esse - se del caso - si
dovranno ottenere le necessarie autorizzazioni). Partire, però, cercando di non tralasciare nulla, partire avendo a lungo riflettuto e studiato, premia nel risultato, anche se per vari motivi, talora di finanziamento, passeranno anni dalle prime realizzazioni alle ultime. Non ci si illuda, comunque. La fabbrica del Duomo di Milano, quella dì tante altre chiese... non si è chiusa mai.

La nota 14 rinvia a testi di cui alla pag. 97.
La nota 15 rinvia a testi dei quali a pag. 95.
La nota 16 rinvia a testi che si trovano in Appendice II/A 3, (pag. 82-83).

interventi evidenti.
Sarebbe stato possibile scrivere: “Intenventi pessimi”. Non si sono soltanto rimosse le balaustre. Si sono “tagliati” altari spostando in avanti la mensa che, separata dal suo antica contesto e mantenuta all’antico livello modificando la struttura dei gradini, ha perso il suo ruolo tipologico originario. Non poche volte queste soluzioni sono state ufficialmente accettate dalle Soprintendenze...

La nota 17 rinvia al testo di cui a pag. 97 e seguenti.
La nota 19 e parte della 20 rinviano a testi che si trovano in Appendice II/A 3 (pag. 82 e 83).
La prima parte della nota 20 rinvia al testo di cui a pag. 88.

l’assemblea... disposta attorno all’altare.

Panche o seggiole? Talora le une e le altre. Le panche non sono di facile design e ben raramente se ne trovano tra quelle prodotte in serie. Per le seggiole è più facile trovarne di ottimo design prodotte in serie. È anche possibile ricorrere a sapiente progettista e alle tante fabbriche esistenti, o a qualificati artigiani.

assemblea unitaria.
Evitando, come si legge in PNMR n. 273 (cfr. Appendice II/A 3), l’uso di riservare posti a persone private.Mi sembra che per “persona privata” si debba intendere chiunque non sia “ministro nella celebrazione”. Che fare di una pubblica autorità (dal consigliere comunale in su)? Diverso, a mio dire, il caso dei famigliari degli sposi, dei battezzandi, dei cresimandi, degli ordinandi, dei defunti. La Lettera di Giacomo parla chiaro (cfr. Gc 2, 2-4: al ricco i primi posti, al povero, l’ultimo...).

atmosfera nobile.
San Gregorio Magno ha esteso a tutti i cristiani la “dignità” un tempo riconosciuta solo ai funzionali imperiali. Oggi la Chiesa attribuisce a tutti i suoi fedeli quella nobiltà che un tempo era attribuita solo a chi era scritto sul Libro d’oro. È un dato che si può felicemente riconoscere frutto della “teologia della liberazione” .

Note
14 Cfr. PNC, n. 7.
15 Cfr.BCCI, nn. 31-32.
16 Cfr. PNMR, nn. 255-288, 311-312.
17 Cfr. PNC, n. 7 e ss.
18 Nel trattare degli elementi e degli spazi per la celebrazione eucaristica si prenderanno in considerazione elementi
e luoghi che, pur interessando eminentemente la celebrazione dell’Eucaristia, sono coinvolti anche dalla celebrazione di altri sacramenti.
19 Cfr. PNMR, n. 257; vedi anche PNC n. 1.
20 Cfr. BODCA, n. 155.159; PNMR n. 259.

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