| Gatto che
giochi per via come se fosse il tuo letto, invidio la sorte che
è tua, che neppur sorte si chiama. Buon servo di leggi
fatali che reggono i sassi e le genti, hai istinti generali, senti solo
quel che senti;
sei felice perché sei come sei, il tuo nulla è
tutto tuo. lo mi vedo e non mi ho, mi conosco, e non sono io.
..raccontato dalla penna di Fernando Pessoa, dall'"armamentario" di Wim Wenders,.. Oggi raccontata un'altra volta dalla Polaroid di Maurizio Galimberti che sempre di più si allontana dalla fotografia per entrare nel campo dell'arte visiva.. Galimberti non ha voluto "parla rè", "raccontare", di icone e simboli, ma è entrato nel pieno della tipicità dei luoghi, passando per impressionista.. rifiutando l'idea di un canone espressivo per indicarne umori e sentimenti, privilegiando la sua soggettività che enfatizza la spontaneità e l'immediatezza dell visione e della reazione alla visione..una realtà transitoria... "DaDa".. trasformando banali strisce pedonali in un "movimentato Pessoa",.. surrealista, sognando, trasformando l'architettura.. passando anche attraverso i realismo candido, racconta paesaggi, luoghi, situazioni della "Sua" Lisbona, ricordando, non di rado, le più importanti correnti artistiche che hanno attraversato il xx secolo. Valentina Galimberti |
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